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Rai Notte, la poesia diventa meditazione

Un’immagine futurista creata da una lirica di Apollinaire ci fa parlare di nuovo di Rai Notte, che sollecita la psiche nell’inconscio con la sua magia: i “poeti estinti” non sono soltanto quelli seduti intorno a Gabriele La Porta, sentiamo di far parte della “setta” anche noi, l’ora impossibile dà un tocco di eroismo al nostro ascolto. Il Direttore ci aggiunge di suo l’atmosfera di complicità e di mistero che riesce a creare dosando parole e immagini: glosse e sentimenti, volti pensosi e visi sognanti. Il canto di Francesco Scarcelli dà a “Il mondo” un inedito fremito interiore, che poi si dispiega a tutto campo in “Dicitincelle vuje”, fa bene Gabriele La Porta a dire “teniamocelo stretto”; con la stessa espressione che la nostra lettrice Artemide ebbe a usare riferendosi al suo insostituibile impegno culturale come direttore di Rai Notte. Non manca di stimolare alla poesia personale sollecitando tutti a inviare i propri esercizi poetici; ne viene letto uno nel quale in quattro versi si descrive un amore che terminerà soltanto “quando nel mare nascerà il mirto, quando nel mondo finirà l’arte”, l’autrice è la signora Colucci di Potenza, l’abbiamo anteposta addirittura al grande Apollinaire. Ed ora l’amore visto in chiave futurista dal poeta francese: “Nel lago dei tuoi occhi assai profondo/ il mio cuore si annega e si discioglie/ e là dentro lo disfano nell’acqua/ di amore e di follia/ un po’ Ricordo un po’ Malinconia”. Si sentono le linee di forza, è un campo di energia intorno alle due parole chiave, amore e follia. Non servono altri commenti, è un “quadro futurista”!

Di un poeta-ingegnere, Leonardo Sinisgalli, che conobbe Ungaretti, una poesia fulminante, “come un frammento dei lirici greci”: “Si fatica per anni/ a sciogliere nodi/ a dare un’immagine/ favolosa e una ciocca/ illeggibile di segni perduti”. Qui le parole di commento sono tante, non ha l’evidenza di un quadro futurista, scava dentro. Nella vita di ognuno ci sono sempre nodi con i quali si devono fare i conti. E non si sciolgono mai fino in fondo; le situazioni affrontate tornano e si ricomincia a dipanarli. Ne vale la pena, l’immagine è favolosa anche se i segni sono illeggibili e perduti. Tanto che suscita, è stato detto, “la lettura della mia emozione”. E cosa vi si legge? “Più che una risposta ci pone una domanda, se tutta la vita fatichiamo a sciogliere nodi e ci resta una ciocca illeggibile, dobbiamo chiederci qual è il senso di questa vita e di questa fatica”. Non è solo poetico il messaggio che ci viene da questo commento, ma esistenziale e filosofico: un invito alla riflessione, all’autoanalisi. La risposta possiamo trovarla anche giorno per giorno dentro noi stessi e per noi stessi. Non è necessario avventurarsi nei misteri dell’universo e dell’origine della vita; si può restare all’interno della propria vita e del proprio io per dare un senso a quello che si fa quotidianamente. Chissà se anche a questo pensava l’autore, un ingegnere abituato ad organizzare, se si riferiva a una “mission” personale da rinnovare ogni giorno pur nella caducità dell’essere e dell’agire umano? Non serve saperlo, ha detto La Porta , contano i pensieri e le emozioni che la poesia suscita in noi.

Scritto da il 9 dicembre 2009. Tematica: Rubriche.

2 commenti per Rai Notte, la poesia diventa meditazione

  1. fabrizio iacovoni

    11 dicembre 2009 a 00:14

    E i “nodi”di Leonardo Sinisgalli?Ma certo,concor-
    do con te, Romano,si da’ un senso di quotidiano
    solo e attraverso il proprio io,quando esso non
    si sbriciola in un “fare” senza senso.
    E da qui anche il senso della meditazione indotto dallo
    o dallo scambio di pensieri.
    Fabrizio Iacovoni-Teramo

  2. fabrizio iacovoni

    11 dicembre 2009 a 00:05

    Grazie a R.Levante ho potuto conoscere e apprezzare
    re Rai Notte che ci induce alla meditazione e ci stimola alla poesia,in un mondo in cui siamo ag
    grediti da tanto altro.A proposito della poesia
    di Apollinaire e di quanto in essa ha colto R.L.
    con il suo fine sentire,voglio aggiungere che nei
    i dipinti futuristi,in particolare in quelli ispirati
    irati dal mondo interiore,oltre alle “linee di forza”
    orza”,vengono sempre evocati “Ricordo” e “Malinconia”
    onia”.Michelina Possenti Iacovoni-Teramo

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