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“L’arte italiana” di Mario Salmi

Una recensione ai tre volumi dello storico dell’arte Mario Salmi.

Opera in tre volumi dell’italiano Mario Salmi (1889-1980), pubblicata per la prima volta a Firenze tra il 1941 e il 1946, e in successive edizioni a partire dal 1947. L’ampia trattazione – corredata da un ricco apparato illustrativo e da una breve bibliografia posta al termine di ogni paragrafo – si apre con un’introduzione sull’arte classica, considerata dallo studioso premessa indispensabile per lo sviluppo dell’arte italiana dei secoli seguenti.

La struttura dell’opera – ideata come un complesso unitario dal carattere sintetico ma esaustivo – prevede una fondamentale distinzione per “periodi” (la civiltà preistorica, il Romanico, il Gotico, il Primo e il Medio Rinascimento, i Tempi Moderni), all’interno dei quali trovano posto le più significative e non testimonianze artistiche della penisola.

Dopo aver ripercorso la critica artistica dalle sue origini fino al Novecento, Salmi si oppone al pregiudizio – ancora esistente nella storiografia della prima metà del XX sec. – che vede l’oggetto artistico subordinato alla creazione di una “forma armonica e verosimile”; l’opinione dell’Autore è invece che l’arte sia un prodotto della fantasia, e pertanto essa “è forma non avulsa dal contenuto, non nel senso del tema, ma di un contenuto soggettivo che è sostanziato dall’intimo sentire dell’artista”.

Nel primo volume l’attenzione dello studioso è dunque incentrata sulle origini dell’arte italiana, comprese in un arco temporale che va dall’età cretese-micenea fino a tutto l’VIII sec.; se i due secoli successivi sono caratterizzati dal cosiddetto “preromanico”, a partire dal Mille si assiste in Italia alla vera e propria fioritura del “romanico”, che afferma le sue più alte realizzazioni nel campo dell’architettura e della scultura.

L’arte gotica invece – che si sviluppa tra XIII e XV sec. – “è il risultato di un modo di sentire diverso da quello romanico”; essa trova una grande varietà di espressione soprattutto in pittura e scultura, con forme articolate che sembrano pulsare di una loro “intensa vita interiore”.

Nella presente collana il Gotico occupa il secondo volume, insieme all’arte del “primo Rinascimento”; quest’ultima appare dominata da una “concretezza” – intesa come aspirazione al reale e indipendenza spirituale – che porta, da un lato, al raggiungimento di una spazialità definita in architettura e, dall’altro, all’elaborazione di una pittura e scultura che ritraggono l’uomo nella sua essenza fisica e morale.

Salmi analizza le varie “correnti” di tale periodo, segnate dalle personalità di artisti maggiori e minori, attraverso le tappe che conducono – nel terzo volume – al medio e tardo Rinascimento fino ai cosiddetti “tempi moderni”. Dal tardo Rinascimento si passa, infatti, all’arte barocca e rococò, a cui fanno seguito l’arte neoclassica e moderna: se il Neoclassicismo mostra uno stile amplificato e maestoso che genera un “accademismo infecondo”, il Romanticismo dichiara uno sterile eclettismo architettonico e un certo pittoricismo in scultura.

Infine l’arte contemporanea – trattata in appendice dallo studioso – rivela l’inquietudine e la sofferenza di una società devastata dalla guerra: di qui l’auspicio dell’Autore affinchè nasca una società non più inquieta, ma “serenamente operosa, conciliata anche con l’arte, nel rinnovamento del cosiddetto linguaggio “moderno” (quello creato da Giotto), che si affermi al di là di ogni contingenza storica, e in cui gli uomini possano ritrovare “evidenza di vita”.

Manuela Valleriani

Scritto da il 5 aprile 2008. Tematica: arte antica,arte contemporanea.

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