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Terremoto: situazione e danni a Succiano (frazione di Acciano)

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Conosciuto dagli Aquilani – e non solo – per la sagra estiva del tartufo, eccellenza gastronomica del territorio e dell’intera Provincia, il borgo di Succiano (frazione di Acciano) non è scampato agli effetti distruttivi del sisma. Il versante più colpito corre dal fianco alto del paese, dov’è tuttora interdetta la stradina che costeggia le vecchie abitazioni, verso l’area prospiciente la chiesa parrocchiale, tenuta in piedi dal provvidenziale intervento dei Vigili del Fuoco.

La chiesa di San Giovanni, per l’appunto, risulta totalmente devastata: la parte superiore della facciata è crollata, interessando anche la staticità della copertura e del sobrio portale; evidenti cedimenti appaiono nelle pareti laterali e in quella di fondo; la campana, invece, è stata dignitosamente collocata dinanzi all’ingresso. Dell’impianto originario, già esistente sul finire del XVI secolo, resta ben poca cosa e sempre a causa dei terremoti; a farmi da Cicerone è un anziano che abita lì vicino, gentile nei modi e sagace nella dialettica, la sua memoria diventa storia quando racconta che il terremoto della Marsica (1915) – ben più tragico di quello accaduto a L’Aquila lo scorso 6 aprile – rase al suolo la chiesa e i pochi monconi delle mura maestre tornarono a essere un luogo di culto solo a metà degli anni Trenta. Altri tempi, certo, ma il suo timore per una lunga attesa prima della ricostruzione è quanto meno comprensibile.

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Chiesa di San Giovanni

Sempre in zona, si notano i crolli e la messa in sicurezza di alcune strutture vetuste, adibite in prevalenza a stalle e pagliai, divenute oggetto di “rischio esterno” per le abitazioni confinanti e l’attigua viabilità.

Dalla piacevole conversazione vengo a sapere, poi, che le funzioni religiose si tengono nella chiesetta della Madonna di Loreto, ben restaurata anni fa e poco distante da qui, lungo la strada per il cimitero.

A pochi chilometri dall’abitato, sopra il monte Offermo, è scampato al pericolo un altro edificio sacro: l’eremo di Sant’Erasmo (XVI secolo), meta del concomitante pellegrinaggio con gli abitanti di Beffi che per secoli tenne in disputa le due comunità contadine; la notizia nell’occasione me la fornisce una coetanea, dopo aver giustificato la mia “intrusione” in paese, sollevata dal fatto che non si è imbattuta in un indesiderato “turista del terremoto”.

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Danni al centro storico

A pochi giorni dalla fine di ottobre, ecco il punto della situazione sulle aree di accoglienza allestite per l’emergenza sisma nel territorio comunale di Acciano: nell’aia del capoluogo campeggia una sola tenda, a Roccapreturo permane in effetti una certa operatività, a Beffi e Succiano le tendopoli sono già un ricordo.

Scritto da il 28 ottobre 2009. Tematica: architettura,Luoghi,Terremoto.

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