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Vuoi ascolto da un politico? Minaccialo!

Oggi ho letto come sempre il quotidiano e sono rimasto basito davanti a una notizia che di per sé non riveste alcun carattere di particolare importanza, tant’è che era in una delle pagine interne. Lo stupore non deriva dalla notizia in sé ma dal tragico senso della realtà che essa rivela e che ha contribuito a demolire quel poco di fiducia che potevo ancora avere nella politica: se vuoi avere ascolto da un politico devi minacciarlo…

I fatti: un tale di Modena, probabilmente in un attimo di “delirio” in bilico tra “scemenza” e “onnipotenza”, decide di scrivere su Facebook che ambirebbe vedere Silvio Berlusconi morto. Succede il finimondo, ma ve lo risparmio perchè lo avrete appreso dai giornali. Comunque il tale ritira il post da FB, cerca di spiegare, e via dicendo. Scoppia la solita ridda di commenti a tutti i livelli, opinioni, ipotesi, premonizioni di attentati, etc. 

La cosa fantastica, appresa stamane, è che il Ministro Sandro Filippo Bondi, ripeto Ministro e per giunta dei Beni Culturali, si è ritenuto in dovere di invitare quel tale a un incontro personale con Berlusconi. La motivazione addotta è che così avrebbe compreso di persona come il Presidente sia un uomo che non merita augurio di morte (e di questo siamo certi). Il tale, sdegnosamente, ha rifiutato l’invito.

Sono sconcertato. E lo sono ancora di più per una serie di mie vicende personali legate al rapporto con la politica.

Io mi occupo da quasi 20 anni di cultura e turismo culturale. Se avessi chiesto al Ministro Bondi un appuntamento per esporgli un qualsiasi progetto relativo alla cultura, magari la più mirabolante delle idee, non avrei mai, dico mai, avuto un appuntamento. Nemmeno con l’ultimo dei suoi sotto-sotto-segretari. Figuriamoci se avessi chiesto di incontrare Berlusconi. Ma non solo io. La stessa sorte sarebbe toccata a chiunque altro, non già inserito nei circuiti del potere, avesse cercato un appuntamento di tal fatta. Per fare un esperimento, provate a chiedere appuntamento a un sindaco di un qualsiasi paese abruzzese.

Per contro, basta invece essere un qualsiasi cittadino e avere “il coraggio” di scrivere su Facebook che si vorrebbe sparare a Berlusconi per essere addirittura invitato in udienza. Non importa se si sia latori di idee o progetti. Non si viene considerati per meriti, ma per demeriti. Adesso poi quel tale verrà anche invitato in qualche show e intervistato dai giornali. Magari avrà anche dei vantaggi da quel gesto.

Quindi la conclusione amara cui sono giunto stamattina è che tutti quelli che si affaticano a lavorare, studiare, realizzare, produrre, sfornare idee perdono solo tempo, o lo fanno al massimo per se stessi. Il potere non li ascolta e non li vuole ascoltare, e non ha nessun interesse verso di loro. La politica non ha voglia ne tempo per ascoltare e ricevere nelle sue stanze la “società civile”, ma solo per quella incivile, quella che li minaccia.

Ecco innestarsi quindi la vicenda personale: io sono in attesa di un appuntamento con alcuni esponenti politici abruzzesi da quasi otto mesi. Premetto che non vado da loro a cercare lavoro, posto fisso, favori, permessi, appalti; vado solo a proporre idee, progetti e collaborazione. Io sono la “società civile”, quella alla quale la politica ripete sempre di volersi aprire. Un’idea o un progetto possono anche essere rigettati, ma dopo averli almeno conosciuti. Non si può rigettare il proponente tout court, neppure fosse un paria.

Ormai mi sono ridotto al ruolo di colui che elemosina ascolto, che li ferma in luoghi pubblici dove li incontra e chiede un appuntamento. Ma la risposta è sempre la stessa, col sorriso in viso: ci dobbiamo vedere, ne dobbiamo parlare, che problema c’è per un’appuntamento? E nulla accade.

Forse dovrei scrivere anche io su Facebook che li vorrei morti? Siamo arrivati così in basso?

Scritto da il 18 ottobre 2009. Tematica: Culturalia,Rubriche.

Un commento per Vuoi ascolto da un politico? Minaccialo!

  1. gioia

    18 ottobre 2009 a 22:02

    premetto che sono berlusconiana,indipendentemente da cio’, devo dire che son d’accordo con te.
    in questo periodo noto anchio questo modo di fare della politica,e purtroppo e’ cosi’ sara’ sempre cosi’.
    dico anche un’altra cosa: io vado sempre avanti x la mia piccolissima strada ihhihihi

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