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La tromba d’aria che ha colpito la costa abruzzese nel pomeriggio di lunedi 12 ottobre ha fatto una “vittima” illustre: il Museo d’arte Vittoria Colonna di Pescara. Il forte vento ha scoperchiato rapidamente e senza pietà la copertura impermeabile del tetto, disperdendone i pezzi: lastre di isolante e di catrame volavano ovunque. I partecipanti a una riunione che si teneva nel roof del vicino hotel, sopra al bar Camplone, hanno notato la scena osservandola con notevole preoccupazione.
Se è vero che il vento è stato forte, con raffiche notevoli anche se non certo degno di un uragano, va notato come la copertura abbia ceduto con estrema facilità. Evidentemente si è sollevata in qualche punto debole, strappandosi subito dopo e aprendo così delle falle che hanno portato rapidamente alla sua rimozione in ampie porzioni a causa del vento. Fortunatamente il gran numero di pezzi in cui è stata disgregata, volando in strada, non ha colpito nessun e non ha arrecato danni alle auto o alle finestre delle case vicine.
Purtroppo, la sparizione della copertura del tetto ha aperto la strada all’acqua, che si è infiltrata copiosamente impregnando il solaio sottostante come fosse una spugna. Attorno alle 19.00, mentre nella sala conferenze era in corso un convegno, un sordo tonfo ha annunciato ai presenti la caduta di parte della controsoffittatura del piano alto del museo. Un rumoroso e interminabile scroscio d’aqua ha poi comunicato a tutti che il disastro era ormai completo. La pioggia, penetrata attraverso i solai, ha raggiunto quindi il pavimento del primo piano ed è filtrata in basso spargendosi su quello dell’ingresso al pian terreno.
Lieve spavento per i presenti al convegno e, dopo le raassicurazioni sull’accaduto, è stato necessario il ricorso alle uscite di emergenza per poter lasciare la sala una volta terminati i lavori.
Non è dato di sapere in questo momento quali siano i danni e qual’è lo stato della struttura, ma da quel che si è potuto vedere è facile presumere che siano ingenti. Di certo ci saranno da ripristinare l’intera copertura e l’isolamento del tetto; ma è facilmente ipotizzabile che vi siano danni anche alla struttura architettonica del solaio, essendo esso stato impregnato d’acqua in maniera inverosimile, così come ai pavimenti in parquet del pian terreno (invaso dall’acqua nella zona dell’ingresso), ma anche del primo piano (se non ricordo male è anch’esso in legno). Inoltre l’acqua ha impregnato anche il solaio tra pian terreno e primo piano.
Non sembra vi siano danni alle opere esposte al pian terreno, mentre non posso affermare lo stesso per quelle del primo piano, essendo divenuto inagibile per motivi di sicurezza.
Peccato rilevare un cedimento di questo genere per una struttura così recente.