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Presentato alla Biblioteca “Dèlfico” di Teramo il nuovo volume dello storico abruzzese
È stato presentato il 2 ottobre, presso la corte interna della Biblioteca Provinciale “M. Delfico” di Teramo, il voluminoso studio di Luigi Ponziani dal titolo “Abruzzo Tipografico. Annali del XIX secolo” (Ricerche&Redazioni, 2009).
Sono intervenuti all’incontro: Giorgio Palmieri, Coordinatore della Biblioteca dell’Università del Molise, Manuelita De Filippis, Presidente dell’Associazione “Amici della Dèlfico”, Eva Guardiani, rappresentante dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Teramo, e l’autore, Luigi Ponziani, storico e direttore della Biblioteca “Melchiorre Dèlfico”.
Manuelita De Filippis ha introdotto il dibattito, ripercorrendo le linee fondamentali della realtà culturale dell’Ottocento abruzzese, dove – accanto ad un tasso ancora alto di analfabetismo – si può parlare di un certo risveglio intellettuale “che affonda le sue radici nel decennio francese” e che porta, nel 1813, all’istituzione del Real Collegio di Teramo (primo nucleo di quella che diventerà la Biblioteca “Melchiorre Dèlfico”) e alla successiva nascita della “Rivista abruzzese di scienze, lettere ed arti” (1886).
L’opera di Luigi Ponziani, che prosegue una ricerca già iniziata nel 1997 con gli “Annali tipografici dell’Abruzzo Teramano” e che inaugura la “Collana di storia della stampa e dell’editoria” (diretta dalla stesso autore) presso la casa editrice teramana “Ricerche&Redazioni”, è articolata in due eleganti tomi – corredati da un ampio saggio introduttivo – per un totale di circa settemila documenti censiti.
Si tratta tecnicamente di un repertorio, come ha sottolineato Giorgio Palmieri, che tuttavia rappresenta in qualche modo una “tappa obbligata” per chiunque si occupi di storia dell’editoria relativa all’Italia centro-meridionale. Non si può parlare di un’opera esaustiva – permangono infatti, relativamente ad alcune province dell’ex Regno di Napoli come l’Abruzzo, delle ‘zone d’ombra’ al riguardo, oltre al fatto che qualsiasi repertorio è sempre ‘perfettibile’ – ma Luigi Ponziani ha certo contribuito con il suo studio a fornire un quadro molto esauriente di quanto è stato prodotto nella stampa abruzzese del XIX secolo.
Il poderoso volume – sono quasi 900 le pagine messe insieme dallo studioso abruzzese – spicca inoltre per l’accorta metodologia seguìta nella compilazione delle voci, e per la molteplicità e validità di competenze (storico, storico dell’editoria e bibliotecario) che a lui fanno capo, e che concorrono a costituire quell’efficace “bagaglio interpretativo” di cui Luigi Ponziani dà prova in questo suo nuovo e importante lavoro.
Quasi raddoppiate appaiono infatti le informazioni bibliografiche rispetto ai vari repertori (antichi e moderni) già esistenti sull’argomento, e ai più recenti e sparsi studi di settore; alle singole citazioni vanno poi aggiunti i riferimenti ai repertori e/o alle opere da cui sono tratte, o le localizzazioni di biblioteche e archivi in cui è conservato il documento. A completare l’opera sono anche una serie di tabelle statistiche, istogrammi e grafici, inseriti allo scopo di semplificare ed ampliare la fruizione del repertorio.
L’aspetto fondamentale del volume è tuttavia da ricercare nel fatto che l’immenso “corpus” critico-bibliografico in esso contenuto costituisce non solo uno strumento (apparentemente ‘arido’) di consultazione per gli studiosi, bensì riflette – nelle intenzioni del suo autore – il complesso sistema di ‘nervi’ che è alla base del ‘tessuto connettivo’ di una società, nella fattispecie quella abruzzese dell’Ottocento.
Infatti, attraverso la storia dell’editoria e della tipografia del tempo – come ha sottolineato lo stesso Luigi Ponziani – emerge, in maniera del tutto autoreferenziale, la cultura espressa dalle classi dirigenti, che nella pagina scritta (ovvero nella carta stampata) trova la sua più viva e reale manifestazione.
Questo tipo di studi si configura allora come una ricerca essenziale per ricomporre il quadro economico e sociale – quindi culturale – di una regione, all’interno di quel processo di laicizzazione del sapere che è un fenomeno tipico dell’Ottocento, e che passa proprio attraverso la circolazione libraria.
Il repertorio realizzato da Luigi Ponziani è pertanto uno strumento (oltre che materiale, data la sua natura di testo scritto) ‘interpretativo’ di una realtà; uno strumento che assume valore propedeutico rispetto agli studi successivi e che – ha sottolineato ancora l’autore – non va semplicemente consultato ma “compulsato”, prima di essere lasciato, come ogni libro vuole, al suo destino.
LEGGI L’INTERVISTA RILASCIATA DA LUIGI PONZIANI AD ABRUZZOCULTURA.IT E GLI ALTRI ARTICOLI CHE LA NOSTRA RIVISTA HA PUBBLICATO SU QUESTO LAVORO DELLO STORICO TERAMANO