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Terremoto: i danni a Beffi, frazione di Acciano

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Nella consapevolezza che il testo porta ritardo sulla mia visita nel borgo di Beffi, voglio comunque difendere le sensazioni provate il 12 settembre, giorno che la Chiesa di Roma dedica al Nome di Maria. Ironia della sorte nel cuore del paese, a pochi metri di distanza l’una dall’altra, la comunità ha eretto due chiese intitolate al culto della Vergine: la Madonna del Rifugio e la Madonna degli Angeli (XVII sec.); tutt’e due colpite dal sisma del 6 aprile, anche se in maniera diversa, e tutt’e due chiuse ai fedeli in quel sabato pomeriggio.

Se la Madonna degli Angeli ha riportato lesioni agli architravi delle porte d’ingresso (quella principale, nella facciata, a destra; quella della parete laterale destra, riservata per tradizione alle donne, al centro), con pericolo esterno derivante dall’abitazione che confina con la parete di fondo, la Madonna del Rifugio, a prima vista, è danneggiata solo nella piccolissima vela campanaria, ora imbracata; in più, l’antistante piazzetta è interdetta al pubblico passaggio per il rischio di crollo dei due muri di cinta. Cedimento analogo a quello che intacca il piccolo cavalcavia di Via Aterno (in uscita, per chi viene da L’Aquila), dove i veicoli procedono ancora a senso alternato di marcia.

In vari punti del paese si notano tratti di “zona rossa” e interventi di messa in sicurezza, specie nei caseggiati vetusti. Scendendo verso il borgo medievale, incurante dell’improvviso acquazzone, raggiungo la torre con il recinto fortificato; impianto difensivo tra i meglio conservati dell’incastellamento alto medievale – la prima notizia pervenuta, tratta dal regesto di Farfa, risale al 1052 – e anche per questo di grande fascino storico. Non dimentichiamo infatti che l’antico Castrum Beffi, nell’età di mezzo, fu terra di confine del Comitatus aquilano – ossia l’estensione extra moenia dell’Aquila – e lo rimase fino al 1419, anno in cui la regina Giovanna II d’Angiò-Durazzo ratificò con suo privilegio l’annessione del Castrum Acciani alla città. Grazie al restauro finanziato anni addietro con fondi pubblici, il complesso ha retto bene al sisma danneggiandosi quasi unicamente nei locali abitativi eretti nell’angolo posteriore sinistro, su pendio.

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Beffi. Chiesa della madonna del Rifugio

Nella fattispecie, il solaio con travi di legno di fronte alla piccola scalinata in pietra – ben visibile, dal centro del recinto, dietro l’arco – è al collasso strutturale, ora impedito dall’opera di puntellamento, e una lesione corre nel breve tratto che va dalla copertura alla finestrella del locale superiore; dalla parete laterale esterna, poi, sono vietati i punti d’accesso e si notano altri interventi di sostegno, sia interni che esterni, finalizzati in primo luogo a mantenere l’architrave a mattoni della finestra rettangolare; per mancanza di miei specifici riscontri fotografici ante sisma – e me ne rammarico – non posso affermare che il tratto finale della copertura abbia patito un cedimento, come lasciano intuire la lesione verticale che lambisce le finestre superiori e il cumulo di detriti all’interno del recinto, giusto al di sotto del solaio pericolante.

La pioggia cala d’intensità e proseguo fino all’aia, sede della tendopoli, laddove in rispettoso silenzio giro intorno alla chiesa di San Michele Arcangelo (XV sec.), alle cui spalle svetta il possente campanile a cuspide piramidale. Il corpo di fabbrica ha riportato lesioni alla facciata (dalla finestra lungo il portale barocco e nella porzione di destra), alle pareti laterali (quella destra in più punti, quella sinistra in congiunzione alla facciata) e alla parete di fondo (all’architrave della porta, nel mezzo).

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Beffi. Chiesa della madonna degli Angeli

La ricognizione termina quando il sole fa capolino tra le nuvole, mentre la voce del parroco e i canti dei fedeli s’innalzano al cielo e i pochi ombrelli in fila s’asciugano della pioggia all’ingresso dell’improvvisata chiesetta blu.

Scritto da il 19 settembre 2009. Tematica: architettura,arte antica,Terremoto.

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