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Lanciano. In mostra gli enigmi di verità di Arturo Avossa

Arturo Avossa

Arturo Avossa, insigne grafico ed orafo

Venerdì, 10 agosto 2010, alle ore 21, presso il Foyer del Teatro Comunale Fenaroli di Lanciano è stata inaugurata la mostra personale “Enigmi di verità” di Arturo Avossa, mostra poi che si protrarrà fino al 19 agosto (orario di apertura 18-24). In occasione dell’inaugurazione della mostra, curata da Chiara Strozzieri, l’artista ha dato una dimostrazione di tecniche incisorie al torchio.

Arturo Avossa, pugliese d’origine (è nato a San Severo nel 1955), ma abruzzese di adozione, vivendo ormai da tempo a Ortona, ha compiuto gli studi a Torino dove si era trasferito da giovanissimo, frequentando tra l’altro anche la prestigiosa Accademia Albertina. Il settore preferito della sua ricerca è quello calcografico e quello dell’oreficeria dove è davvero un personaggio di primissimo piano. Attualmente è docente di tecniche di oreficeria in laboratori e workshop.

C’è da dire che Avossa è prima di tutto un grande disegnatore e questa sua perizia grafica di raffinato lirismo la si può riscontrare anche nei suoi monili di eleganza formale estrema. I suoi ori e argenti incisi a bulino hanno la levità sorprendente delle sculture del grande Fausto Melotti, artista al quale il nostro ben può rapportarsi per l’eleganza e il minimalismo degli elementi grafici. Ha scritto Chiara Strozzieri nel suo puntuale testo critico per il depliant illustrativo dell’esposizione: “L’amore per il gioiello diventa simbolo di personalità, manufatto che può oggettivare l’essenza di una persona, rilasciando un’immagine di questa.” Sta proprio qui il significato del titolo dato alla mostra. Il gioiello che diventa quasi una tessera di identità e quindi di verità di colui o di colei che lo indossa .

Arturo Avossa

Questa di Lanciano è la prima proposta veramente riassuntiva di una ricerca assai singolare di questo personaggio che troppo a lungo è rimasto nell’ombra. Gli amanti dell’arte alla ricerca delle novità degne di considerazione, non possono mancare all’appuntamento. Anziché perdere tempo (è questa la nostra convinzione) a visitare le solite mostre dei soliti pittori sostenuti da mercanti non certo interessati alla cultura vera, ma solo a fare cassa, sarebbe preferibile godere di queste scoperte che poi sul territorio non sono poi così rare.

In queste opere è dato rilevare una triade linguistica fatta di segno, colore e spazialità, elementi tutti che cooperano a rendere l’apologia di quei valori estetici oggi assai disattesi da tanti ricercatori nel campo delle arti visive.

Scritto da il 11 agosto 2012. Tematica: arte contemporanea.

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