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Cabbia di Montereale, festa di S. Rocco 2012: uno spettacolare incontro di popolo tra fede, amicizia e tradizione che fa vivere il Paese.
Estate, tempo di ferie, spensieratezza divertimento. Tempo della festa di S. Rocco a Cabbia di Montereale che ripopola, da sempre, il nostro meraviglioso borgo incastonato tra i monti. E’stato, è, e sarà sempre così in quanto è una nostra mentalità una forma di attaccamento al paese ed alla sua gente che ci è stata tramandata dai nostri genitori e la trasmettiamo, in quel naturale ricambio generazionale, ai nostri figli perché ne facciano tesoro e la mantengano invariata nel tempo sfidando problemi, ostacoli con la caparbia e l’intelligenza di cui è dotata la gente abruzzese “ capatosta” per tradizione.
Scrivere della festa di S. Rocco significa fare un viaggio molto toccante ed attraente, come dire entrare nel passato e nel cuore del nostro meraviglioso paesino di montagna e della sua gente, una terra di sudori e di fatiche dedita all’amicizia, al rispetto, alla solidarietà. Sebbene i nostri tempi siano dominati da internet e da nuove tecnologie che hanno trasformato il mondo ed il modo di pensare della gente rendendoli più complessi ed articolati, i figli di Cabbia non si sono tarpate le ali , omologandosi a tanti stereotipi che non hanno né umanità né calore, ma sono impegnati in uno slancio, un’unità d’intenti e vedute, nell’organizzazione della festa di mezz’ agosto.
Purtroppo non tutti gli anni e le situazioni sono uguali; quest’anno, nonostante la drammatica crisi economica che ci attanaglia, a dispetto di tanti che dicevano la gente non sarebbe tornata e la festa ad alti livelli doveva essere rivista, Cabbia sta vivendo uno dei momenti migliori del suo splendore con un gruppo di giovani “ Festaroli”, uniti e coesi, che sono impegnati in uno sforzo fuori dal comune per darle quel festoso tocco magico che ci porta ad essere noti in tutto il territorio della Provincia.
Alcuni ragazzi della squadra di procuratori sono Cabbiesi adottivi, poiché sposati con donne del paese, ma impegnati alla stessa stregua con sprint ed entusiasmo nell’organizzazione, nella realizzazione e nella gestione del festoso evento che ci unisce e ci affratella nello spirito del Pellegrino di Montpellier. La festa di S. Rocco non fu mai fermata ed alcuni anziani ci raccontano che nei tempi bui della guerra, quando gli uomini erano al fronte, fu organizzata dalle donne in segno di aiuto e protezione della tanta gente di Cabbia.
In questo particolare contesto – di fede, tradizione e devozione al Santo Patrono – quando i giovani partivano per il maledetto evento bellico ed i tanti padri di famiglia emigravano in cerca di lavoro all’estero – generalmente in Germania e Francia, o in altre città della penisola – erano soliti recarsi davanti alla chiesa di S. Rocco fare il segno della croce ed invocare la sua protezione dicendo :” S. Rocco me aiutame”.
La percezione della festa si è già avuta i giorni precedenti quando stavano montando le luminarie lungo la S.P.105 Monte Cabbia e nel centro storico del paese; esse quando saranno accese daranno a Cabbia la sensazione di un paese delle fiabe con i vicoli illuminati e la gente intenta a chiacchierare spassionatamente alla fonte, qualcuno a passeggiare verso la via di Cesaproba, i ragazzetti più giovani con le loro auto fiammanti prenderanno Cagnano. La nostra nota e rinomata festa dell’estate – oltre a rinnovare i grandi sentimenti di altruismo e generosità che ci hanno fatti grandi nel tempo da cui scaturisce il sistema Comunità Cabbiese – è un viaggio emozionante nel tempo, nel costume, nella memoria, insomma un libro aperto tendente a spiegarne costantemente lo spirito ed il valore.
I festaroli – Rocco Di Mario, Marcello Peroni, Gianni Giammarini, Roberto Buratta, Piero Buratta, Giorgio Salvi, Silvio Salvatori, Renato Leopardi, Paolo Mascarucci, Ferdinando Ceci, Fabio Durantini, Fabrizio Greco, Concezio Salvi, Stefano Splendori – autorità paesane in tale festosa circostanza sono impegnatati, con lealtà, a 360° nella complessa organizzazione che, ricordiamolo per dovere di cronaca, richiede un impegno straordinario. A loro ed alle loro famiglie il grazie più sincero. Amo salutarli, ed esprimergli gratitudine ed apprezzamento, con una frase di Sallustio : “Ogni uomo è architetto del proprio destino “.
Voi, ragazzi, siete gli architetti del destino dell’umanità. Forza e coraggio, la nostra piccola, grande Comunità è orgogliosa di voi pronta a collaborare e sostenervi. Graditissima l’occasione per rivolgere a tutti i Cabbiesi i miei migliori auguri di buon ferragosto e di una buona festa. Un sentimento di particolare vicinanza, calore umano ed un fortissimo abbraccio rivolgo ai parenti di coloro che ci hanno lasciati quest’anno; a quelli che in seguito a problemi di salute non sono potuti tornare i migliori auguri per una completa, totale e veloce guarigione.