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Non frequentemente lo scrivente recensisce sulla nostra rivista eventi artistici e mostre che non siano in qualche modo legate al territorio della nostra regione; questa volta facciamo un’eccezione per Claudio Mario Feruglio, artista udinese molto noto a livello internazionale, anche perché la sua pittura andrebbe letta prevalentemente con i canoni dell’arte sacra, e questo settore in Abruzzo è molto coltivato visto le due importanti rassegne che vi si tengono e cioè la Biennale d’arte sacra di San Gabriele e la Triennale di Celano. A nostro avviso i curatori di queste rassegne, dove spesso vengono esposte opere che di sacro hanno solo il titolo, dovrebbero ben studiare l’opera di Feruglio per comprendere appieno la portata di questo importante ambito di ricerca rinvigorita, come noto, in seguito alle aperture benefiche di Paolo VI ed anche dell’attuale pontefice verso gli artisti.
Ma andiamo per ordine proponendo innanzitutto gli estremi della mostra e la breve scheda biografica dell’autore.
La mostra, dal titolo assai suggestivo “In ascolto”si terrà dal 4 al 26 agosto 2012 presso la Galleria d’Arte Moderna “Enrico De Cillia di Treppo Carnico, in provincia di Udine (vedi foto). Saranno esposte opere scelte eseguite nel trentennio 1972-2012. All’inaugurazione interverrà il sociologo Raimondo Strassoldo.
Questo il curriculum dell’artista: nato a Udine nel 1953, Feruglio ha compiuto gli studi artistici all’Accademia di Venezia. La sua attività espositiva assai intensa lo ha portato a tenere mostre in tutto il mondo: Italia, Austria, Germania, Francia, Polonia, Spagna, Gran Bretagna,Turchia, Giappone, Brasile, Svizzera, ecc. Tra le massime rassegne alle quali è stato invitato ricordiamo la Biennale di Venezia. E’ attivo operatore culturale e in qualità di presidente dell’Associazione Culturale AURA organizza mostre, simposi e pubblicazioni. Nel 2005 ha realizzato insieme al regista Gianni Fachin il cortometraggio “Il mistero e la luce”. Vasta la bibliografia che lo riguarda.
La mostra a cui ora si fa riferimento prevede anche interessanti incontri riguardo le esperienze a confronto per una casa comune della cultura europea. Poi un originale appuntamento previsto per il 18 agosto in cui si parlerà della montagna come luogo ideale per nuove spinte creative con la partecipazione del poeta Marco Marra e del già citato regista Fachin. Infine il 25 agosto intervento dei poeti Antonio Crivellari, già noto ai nostri lettori, Marco Marangoni, Silvio Ornella e Enzo Santese che è anche apprezzato storico dell’arte.
Quale la singolarità della pittura di Feruglio? A nostro avviso in un andirivieni dialogico assai intenso tra cielo e terra: una sorta di riproposizione della teologia cristocentrica che sappiamo essere fondata sul fatto che il messia è anello di congiunzione attraverso l’incarnazione appunto tra il cielo e la terra. A livello pittorico, linguistico questa interazione nei suoi dipinti si esterna con la presenza da una parte della luce che sovrasta le realtà terrene e dall’altra il buio che quasi irrora come nebbia insistente il mondo. “Mors et vita duello conflixere mirando”, recita un inno della liturgia pasquale: la vita e la morte si affrontarono in un prodigioso duello: Questa è la temperie religiosa della pittura del maestro Feruglio che induce alla meditazione claustrale mediante l’apologia del silenzio. Il silenzio equivale ad una ben precisa scelta di campo simboleggiata dalla montagna o meglio ancora dal deserto. Non è soltanto assenza di voci il silenzio cantato nei dipinti del nostro artista, ma anche e soprattutto ascolto delle interiori palpitazioni di un cuore aperto al mistero. E carica di mistero è ogni sua opera: quando ad esempio dall’alto si sprigionano nembi di drammatica possanza squarciati da saette di luce che poi come rivoli inarrestabili pervengono fino alle parti sottostanti le composizioni, un fremito percorre lo spettatore consapevole di assistere ad un prodigio soteriologico, salvifico. Prodigio tremendo come solo un evento numinoso può essere e palesarsi.
Perché all’inizio si diceva che l’intero percorso di questo cantore della spiritualità va scandagliato con i canoni dell’arte sacra? Proprio perché ogni suo dipinto fa leva su fondamentali elementi biblici, come appunto la luce e il silenzio. Dio è luce e a lui è possibile arrivare solo attraverso l’interiore scandaglio o ascolto, come recita il titolo della mostra, che dovrà effettuarsi dopo aver stabilito un rapporto empatico col silenzio.
“Dove il tempo si è fermato si apre l’eternità”: molto mi ha impressionato a livello di pensiero questo titolo di una delle sue opere più riuscite. Si tratta di una tesi riguardante il problema del tempo che insieme allo spazio costituisce il binomio classico su cui tanti pensatori hanno riflettuto. C’è in lui la magica capacità di fermare il tempo, quindi di proporre una finestra metafisica al reale. Immediatamente si spalancano le porte dell’eternità che rende le cose raffigurate nell’opera dotate di una strana magia: sono cose del vissuto quotidiano, ma in realtà ricoperte di una veste immarcescibile.
Iride
31 luglio 2012 a 17:00
Complimenti al maestro Feruglio, artista raffinato di animo che sa riversare sulla tela la sua carica interiore.
Iride