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Cabbia di Montereale (AQ): La festa di S. Anatolia tra impegno giovanile e continuità
Da illo tempore, e con grande amore, Cabbia di Montereale festeggia S. Anatolia che, come tutte le altre feste intermedie tranne quella grande di S. Rocco, Santo protettore del paese, ricorre il 10 luglio ma viene effettuata la prima domenica utile dopo la ricorrenza per permettere alla gente di partecipare. Essa, un mix di fede e tradizione, da inizio alle feste dell’estate cadendo in pieno solleone. Quando si parla di vacanze in genere si immaginano luoghi lontani e irraggiungibili quasi ad esorcizzare con la lontananza lo stress accumulato durante i mesi di lavoro e di vita nelle metropoli alle prese con i mille problemi del vivere quotidiano.
Noi preferiamo i nostri paesini che hanno fatto la storia delle genti di montagna e quella dei nostri avi. Ma veniamo alla festa di S. Anatolia che richiede impegno, convinzione, lavoro soprattutto in considerazione del fatto che la quasi totalità dei nostri compaesani risiede a Roma, l’Aquila e diventa problematico, per i vari comitati festeggiamenti, che di anno in anno si alternano nella sua gestione ed organizzazione, raggiungerli affinchè contribuiscano economicamente alla realizzazione della stessa. D’altro canto è vero che se non si ha un minimo di cognizione di quella che è la base economica dell’evento festoso non si riesce a fare un bilancio preventivo né un programma di massima. Sebbene una simile ricorrenza comporta tempo e difficoltà organizzative tutti siamo perfettamente convinti che continuare in questa bella tradizione, fiore all’occhiello di unità e fratellanza del popolo cabbiese, significa perseverare quel patrimonio di valori di amicizia, affetto e solidarietà volti a far conoscere e valorizzare il nostro territorio e la sua gente.
Per dare un segno tangibile di continuità bisogna coinvolgere i nostri figli, i giovani, in quell’ottica di rinnovamento e ricambio generazionale che permetterà a Cabbia di andare avanti forte del sostegno delle sue energie migliori in nome di una sinergia, quel sentire comune, che non dovrà mai venir meno . A questo fine stiamo collaborando attivamente per tramandare ai giovani tutte le nostre esperienze tanto che quest’anno la festa di S. Anatolia è stata organizzata, con convinzione e coraggio, da due di loro, fortemente motivati a fare qualcosa di buono per il paese, istradati ed affiancati dagli adulti che lentamente passeranno loro la mano.
Il primo impatto, la fase più difficile, ma al contempo quella che da molto sotto il profilo umano e sociale, è rapportarsi con la gente andandola a trovare nelle loro case e fermandosi a dialogare con loro circa i problemi di Cabbia e la realizzazione vera e propria della festa. Poi il tutto scorre via tra l’organizzazione vera e propria e la voglia di fare . Quest’anno i ragazzi, forti dello sprint degli anni verdi, maestri d’amore e di vita, hanno organizzato, la sera di sabato 14, una cena in piazza a base di pasta all’amatriciana, salsicce con fagioli, bevande, dolci; il tutto rallegrato dalle splendide note di un’ orchestrina ed uno spettacolo pirotecnico.
Il giorno successivo, domenica 15 , risveglio del paese al suono della banda musicale Alta Valle dell’Aterno e, alle 09.30, colazione in piazza, alle 12.00 il suono delle campane a distesa annuncia la processione per le vie del paese, a seguire lo sparo e la funzione religiosa. Sarà un incontro ed un impegno di condivisione , all’insegna della fede e della tradizione, sperando che altri giovani s’incamminino in questo sentiero e Cabbia, attraverso i suoi figli, continui il viaggio in direzione dei grandi obiettivi di rispetto amicizia e solidarietà dove nessun cabbiese si è mai sentito solo.
In altre parole quando continua a suonare la speranza…balla la vita ed il nostro montano borgo, anche se poco popolato per buona parte dell’anno, vive nei pensieri dei suoi figli lontani. Un grazie di cuore a quanti collaboreranno, a vario titolo, alla buna riuscita della festa; in particolare a Ennio Feliciani e Paolo Durantini, cuochi ufficiali in tutte le circostanze in cui è richiesta la loro opera, che fin dal primo mattino si cimenteranno ai fornelli.
rossana
19 luglio 2012 a 19:15
Quando i giovani prendono le leve organizzative nei nostri piccoli paesi di montagna, come Cabbia, cambia musica e le tradizioni continuano a vivere. E noi con loro.
Bravi, complimenti ragazzi