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Grave lutto nel mondo della cultura abruzzese: è scomparsa all’età di 71 anni la scultrice aquilana Massimina Pesce, una delle più importanti voci dell’arte contemporanea non solo regionale, ma nazionale.
Di lei mi ero occupato sulla nostra rivista lo scorso mese quando l’avevo inserita nell’ampio servizio dedicato alla ricerca artistica al femminile nella nostra regione. Nell’esprimere ai familiari a nome anche dell’intera redazione, la mia più sentita partecipazione per la grave ed immatura perdita, mi preme riproporre la breve scheda biografica da me redatta per il citato servizio, ove si ripercorre in sintesi la prestigiosa carriera dell’artista:
Nata a Prezza in provincia dell’Aquila nel 1941, è stata allieva del grande scultore Leoncillo al liceo artistico di Roma e di Ettore Colla. Proprio l’opera del grande maestro a partire dagli anni ’60 orienta la sua ricerca verso l’informale nel campo della ceramica, che diventa mezzo per recuperare iconografie medievali in omaggio alla città dell’Aquila (rosoni e portali) con forme e piani prospettici scolpiti e dipinti. A Massimina Pesce è sempre piaciuta la materia ruvida e in questo molto ha influito il concorso del fuoco, che a temperatura di oltre 900° contrae e deforma in modo assolutamente casuale le superfici dell’opera. La sua scultura sempre tendenzialmente monumentale (si vedano le imponenti sculture monumentali Babele, Nuova Babele, Sogno Medioevale e i grandi pannelli denominati Tensioni) raggiunge la maturità negli anni ’90 con la realizzazione di installazioni di grandi dimensioni (stupendo il ciclo dei Fossili in volo). La sua è per lo più una ceramica bicromatica, essendo prevalenti il rosso e il nero, emblematici del fuoco e della terra.
Una componente essenziale della sua scultura e della sua grafica è da sempre il dinamismo esplosivo, per il quale illustri studiosi della sua opera hanno parlato di neofuturismo. A questo proposito nel ciclo dei Fossili ricorrente è proprio il concetto di volo (Pietrificati voli, Il risveglio del volo, Volo astrale), che sappiamo essere stato un grande amore dei protagonisti del movimento marinettiano. Notevolissima l’attività espositiva dell’artista in Italia e all’estero e numerose le monografie uscite sulla sua ricerca in occasione di mostre personali. Ricordiamo quelle a Roma, Milano, Firenze, L’Aquila, Pescara, Madrid, Carcassonne, Perpignan, Koblenz, Taiwan, Copenaghen, Vienna, Bratislava, New York, Bruxelles, Budapest, Mosca. Dal 1999 aveva attivato nello spazio verde del suo atelier in Collettara di Scoppito (AQ), simposi annuali di scultura finalizzati all’apertura di un parco-museo di sculture monumentali in pietra. Nel 2005 importante mostra di Massimina Pesce al MUSPAC dell’Aquila curata da Mariano Apa. Nel 2009 consacrazione a livello nazionale con la grande mostra antologica a Palazzo Venezia a Roma. Di lei hanno scritto tutti i massimi studiosi e critici italiani: determinanti sull’opera di Massimina Pesce gli studi di Antonio Gasbarrini e Giorgio Di Genova che l’ha inserita con ampio spazio nella sua monumentale Storia dell’arte italiana del ‘900 per generazioni (Edizioni Bora, Bologna).
Pesce, sul piano strettamente linguistico, rappresenta attraverso le sue sculture e il suo consistente corpus grafico una testimonianza perfetta della nostra epoca, poiché, come già avevano fatto i grandi protagonisti del Futurismo, ha colto nel movimento e nell’energia esplosiva della materia la connotazione essenziale della contemporaneità. Però a lei non è mancato mai un afflato umanistico, dovuto forse alla sua permanenza in una città dalle nobilissime tradizioni architettoniche soprattutto, come L’Aquila: lo stanno a dimostrare certi inserti di elementi architettonici appunto a cui sopra si faceva riferimento. Pertanto l’aver coniugato mirabilmente memoria e contemporaneità le garantisce nella storia dell’arte un posto di primo piano.
Poi assai rilevante nella sua opera il rispetto, anzi l’apologia esclamata dei valori estetici: i suoi lavori si lasciano sempre apprezzare per la letizia compositiva, formale e cromatica che non può passare inosservata ove si pensi a tanta produzione di suoi colleghi deliberatamente ostile al senso del bello innato nello spirito umano.
Nel salutarla per l’ultima volta e purtroppo per sempre, mi sento di dire a Massimina che ebbi cara amica: ci hai lasciato una grande eredità che sapremo custodire con cura.
Chiara
31 luglio 2012 a 17:06
addio a una grande artista
John Gentile
11 luglio 2012 a 23:20
Sono un artista residente nella periferia di Boston USA. Io e Massimina siamo nati a Prezza. Abbiamo percorso la nostra carriera nel campo dell’arte. Le nostre vie si separarono durante gli studi artistici; lei Roma io Firenze. Ci siamo ritrovati nel 2004 in una mia visita nel paese doe Massimina spesso andava. E con molta sorpresa, scoprimmo che entrambi stavamo, e Io sto ancora percorrendo la strada artistica. Massimina mi introdusse all’Aquila il critico d’arte Antonio Gasparrini, che vedendo il mio sito internet,suggery e organizzo una mostra itinerante di noi due che inizio a Prezza, Aquila, Roma Boston, e infine con l’ultima tappa a Camridge, nel centro culturale italiano. La notizia della sua morte, mi ha colpito duramente non sapendo che soffrisse di un male irreversibile che l’a portata via da tutti noi che gli volevamo tanto bene. John Gentile