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E’ uno dei personaggi più noti dell’ambiente culturale abruzzese: stiamo parlando del pittore ed incisore urbinate, ma ormai abruzzese a tutti gli effetti, Gianfranco Zazzeroni che attualmente cura la programmazione degli eventi artistici del Mediamuseum di Pescara. La sua brillante carriera che lo ha visto presente in Italia e all’estero in significative esposizioni, si arricchisce di un nuovo tassello: infatti il Comune di Vaiano di concerto con la Regione Toscana lo ha invitato a tenere una personale nelle suggestive sale del Museo della Badia S. Salvatore (XI-XII sec.) del suddetto comune , in provincia di Prato.
La mostra, curata dallo storico dell’arte Adriano Rigoli coordinatore del Museo della Badia, prenderà il via domenica 6 maggio 2012 (inaugurazione ore 11) e rimarrà aperta fino al 17 giugno
(apertura: orario del Museo). Questo il titolo preposto all’esposizione “In…canti cosmici”. La presenza dell’artista abruzzese in terra toscana s’inserisce nell’ambito delle manifestazioni di “Amico Museo 2012”, una sorta di interessante campagna di promozione museale che la Regione Toscana annualmente lancia allo scopo di sensibilizzare il pubblico solitamente poco incline a frequentare musei e pinacoteche.
Già in passato Zazzeroni era stato gratificato da ambiti riconoscimenti in terra toscana che, essendo stata la culla della nostra cultura, non ha certo bisogno di presentazioni per quanto concerne l’aspetto artistico: basti ricordare ad esempio il I Premio “Fiorino d’Oro” per la sezione grafica conferito a Zazzeroni nel 2009 presso Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento a Firenze.
Ma ripercorriamo alcuni momenti della carriera grafica e pittorica del maestro. Sappiamo che egli si è formato alla Scuola del Libro di Urbino, sua città natale, per poi conseguire l’abilitazione all’insegnamento della grafica pubblicitaria, della fotografia e della stampa. E’ stato docente negli Istituti d’arte di Pescara, Ascoli Piceno e all’IFST (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) nel corso di stampa editoriale ed artistica. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo il quaderno Progettazione editoriale. Questo interesse gli ha permesso di collaborare attivamente con associazioni culturali di notevole livello, come quella di Pescara che porta il nome di Ennio Flaiano. Zazzeroni ha partecipato a diverse mostre nazionali. Sue opere sono state acquisite da istituzioni museali quali la Pinacoteca Francescana di Falconara Marittima (AN) e la Pinacoteca “Corrado Gizzi” di Guglionesi (CB). Nel 2003 ha preso parte alla mostra Artisti di Oggi e Domani, per il trentennale dell’omonima rivista pescarese, tenutasi al Museo Vittoria Colonna del capoluogo adriatico. Nel 2007 è stato invitato alla XXXI edizione del Premio “Emigrazione” a Pratola Peligna. Nel 2008-2009 personale itinerante a Pescara (Museo delle Genti d’Abruzzo) e Urbino (Collegio Raffaello) e poi all’Istituto di cultura italiana a Vienna.
Gianfranco Zazzeroni
Tornando alla mostra all’inaugurazione della quale saranno presenti oltre l’artista , il sindaco Annalisa Marchi, il parroco della badia. Reverendo Carlo Bergamaschi, va evidenziato come le opere esposte giustifichino appieno il titolo suindicato “In…canti cosmici”, in quanto trattasi di scenari per lo più informali che evocano un accentuato lirismo spaziale, cosmico appunto.
A questo proposito ha scritto Adriano Rigoli:
“La sua opera è una riflessione approfondita sulla creazione, un canto, un inno alla Natura e a tutto il mondo che ci circonda, è un cantico, incantato e sospeso, di francescana memoria, riletto e interpretato, sì, nella sensibilità contemporanea, ma che di quello conserva tutto l’ineffabile stupore, tutto il silenzioso incanto, tutta la poesia. Dalla terra e dall’umanità nasce la sua dimensione dell’assoluto, del Divino. Gianfranco Zazzeroni è un artista autentico, completo.”
Quanto questa lettura spiritualistica della ricerca pittorica e grafica del nostro artista sia pienamente condivisibile lo si evince dall’interesse che egli sempre esterna per il fattore luce che genera una sorta di letizia interiore nell’osservatore; ed è molto suggestivo leggere le sue opere in un contenitore museale ricco di testimonianze di autentica arte sacra alle quali purtroppo non molti dei suoi colleghi impegnati in questo particolarissimo segmento di ricerca fanno riferimento. Ben ha fatto l’organizzazione di questo evento espositivo ad evidenziare nel comunicato stampa la singolarità di tale interazione tra un’esperienza di arte astratta contemporanea e arte sacra del passato.
gianfranco zazzeroni
27 aprile 2012 a 16:37
Grazie Leo per le belle parole che hai scritto sul mio lavoro.