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Francavilla al Mare: al MUMI omaggio di Michele Circiello a Lucio Dalla

 Francavilla al Mare: al MUMI omaggio di Michele Circiello a Lucio Dalla

Dal 5 al 20 maggio 2012 presso il MUMI di Francavilla al Mare il maestro pugliese Michele Circiello terrà una mostra omaggio all’amico Lucio Dalla recentemente scomparso. L’esposizione dal titolo “Il lungo viaggio nelle terre colorate, tra le ferite e i sorrisi del sole” è coordinata, di concerto con il sindaco Antonio Luciani e l’assessore alla cultura del comune Pina Rosato, da Tonino Bosica, uomo di cultura e promotore di importanti eventi nel campo delle arti visive, che ha scritto per l’occasione una breve ma significativa testimonianza sull’artista conosciuto nel 1987 in occasione della sua partecipazione al noto Premio Michetti che da anni si tiene proprio nelle prestigiose sale del MUMI. La singolarità dell’evento sta nel fatto che questa mostra a Circiello era stata programmata da Lucio Dalla, che sappiamo essere stato cultore delle arti, nella sua Bologna. Ora, essendo venuto a mancare il grande cantautore e poeta si è pensato di dedicare la mostra proprio a lui.

All’inaugurazione della mostra (sabato 5 maggio ore 19) che si avvale della collaborazione dei comuni Isole Tremiti, Foggia, Vieste, provincia di Foggia, Parco Nazionale del Gargano, interverrà il poeta Riccardo Melotti.

Ma ecco una breve nota biografica dell’artista che vanta numerose amicizie nell’ambito della cultura e dello spettacolo, quali Ettore Scola, Giorgio Celiberti, Riccardo Licata e gli indimenticati Alberto Sordi, Ruggero Orlando, Domenico Cantatore, Mario Monicelli e così via.

Nato a Rocchetta S. Antonio (FG) nel 1944, Michele Circiello ha frequentato l’Accademia di Brera a Milano, discepolo di Domenico Cantatore. La sua attività espositiva inizia nel 1970 allorché tiene la sua prima personale a Foggia. Negli anni poi esporrà sempre con personali e antologiche nelle più importanti città italiane (Milano, Bologna, Modena, Ferrara, Bari, Macerata, Vicenza, Torino, Verona, Brescia, Padova ecc.) All’estero lo troviamo esporre a Vienna, Atene, Santiago de Campostela, Puttlingen (Germania), Jeddah (Arabia Saudita). Ha realizzato opere monumentali in bronzo, marmo, pietra ed anche in ceramica per spazi pubblici e luoghi di culto. Tra queste interessante il gigantesco monolite sito sul lungomare Europa di Vieste. Assai significativa anche la porta bronzea per la Chiesa di S. Francesco sempre a Vieste. Per quanto concerne il suo rapporto d’amicizia e collaborazione con Lucio Dalla, va ricordato che fu proprio il cantautore a commissionargli nel 2010 un monumento in bronzo (h. 3 m.) collocato attualmente nella Piazza Belvedere dell’isola di S. Domino (Tremiti), località assai cara al grande Lucio.

Vasta la bibliografia che lo riguarda. Per i nostri lettori segnaliamo perché riassuntiva solo la recente lussuosa monografia dal titolo molto significativo “Archeologia del futuro opere 1971-2007 Michele Circiello l’accertatore di tracce” (edizioni Bora, Bologna 2007) con un saggio critico di Martina Corniati e testimonianze di Rossana Bossaglia, Laura Leone e Maurizio Vitiello.

Questa la breve storia dell’illustre personaggio che è pittore, scultore ed altresì incisore, cantore dell’epopea della sua terra. La nota caratteristica di tutta la sua ricerca risiede proprio in questo afflato lirico desunto dalle radici di una terra natia ricca di sole, di colori accesi, di iscrizioni rupestri, di faraglioni selvaggi e al tempo stesso infinitamente arcani. C’è un’aura rupestre, come recita il titolo di una riuscita vasta suite di sue opere, in lui che affascina perché evoca alla memoria un sedimento arcaico, un passato epico popolato da guerrieri, da scene sontuose di caccia, da orizzonti marini di incomparabile bellezza. Tutto un perimetro primitivo che si connota d’una profondissima sacralità, anche perché sovente vengono alla mente del lettore scenari musivi bizantini con vibrazioni luministiche sorprendenti.

Pur riecheggiando la cultura arcaica, Circiello è attualissimo nella sua linguistica contemporaneità. Basti evidenziare il non casuale riferimento alla poetica informale esplicito in certe opere polimateriche su legno: trattasi di un astrattismo che non esiterei a definire lirico e romantico, come già qualche collega ha parlato a proposito della ricerca del maestro pugliese. Un astrattismo che fa leva soprattutto sul segno dotato sempre di finalismo estetico, un segno spesso, gonfio di materialità tattile, in grado di essere letto anche da non vedenti. Segno/segnale, segno/simbolo, segno archetipo segno che reiterato aspira alla pittoricità e persino alla decorazione grazie anche alla letizia policromatica con cui esso è riversato sulla superficie. Oggettivamente mai l’artista disdegna il decoro nelle sue solari composizioni, come si conviene ad un personaggio innamorato del proprio ambiente.

Tornando alla mostra di Francavilla al Mare, sarebbe un vero peccato se gli amanti dell’arte contemporanea se la lasciassero sfuggire.

Scritto da il 16 aprile 2012. Tematica: arte contemporanea.

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