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Quest’anno il 6 aprile, terzo anniversario del terribile terremoto, ha coinciso con la processione del Venerdì Santo molto sentita all’Aquila e nei suoi borghi limitrofi. Tante fiaccole, nonostante la recente pioggia, hanno illuminato la notte buia per tenere alto il ricordo dei nostri concittadini che non ci sono più e fare in modo che i riflettori non si spengano su questo dramma non solo dell’Aquila ma dell’intera Regione e del Paese tutto.
La bella città d’arte e di storia giace ancora, purtroppo, nel suo tetro grigiore con tanti puntellamenti e le macerie non ancora rimosse. Un vergognoso scandalo a tre anni di distanza. Passato il tempo dell’elezioni e delle passerelle mediatiche si è proseguito con promesse mai mantenute mentre imprenditori di vari settori continuavano a lucrare sulla pelle dei poveri terremotati. Il risultato è sotto gli occhi di tutti tra case ridotte a cumoli di macerie, ormai regno indiscusso di erbacce e ratti nonostante tanti aquilani, per amor della città non sono voluti andare via, siano ancora ospitati in strutture di accoglienza.
Il Centro storico off limits – con i militari a controllare che nessuno oltrepassi il limite della zona rossa – tantestrade e piazze deserte, i suoi palazzi distrutti, un dì fonte di vita, sembrano chiedere aiuto al cielo, l’ultimo che gli è rimasto. Ma torniamo a noi, alla fiaccolata del ricordo – organizzata dai comitati cittadini in collaborazione con il Comune – che ha visto una grandiosa partecipazione popolare, diecimila persone, forse più; tra queste anche il Ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca. Un bel segnale che auguriamoci dia i risultati sperati e, al di la delle tante chiacchiere e relative polemiche della struttura commissariale, avvii la ricostruzione dell’Aquila con i poteri di cui dispone. Un’insieme di sentimenti profondi ed emozioni hanno accomunato tutti attraverso i luoghi simbolo della tragedia collettiva.
Il dolore, nel silenzio assordante della Fontana Luminosa dove una dopo l’altra si accendevano le fiaccole, si toccava con mano dietro lo striscione che apriva il corteo in cui erano rappresentati i volti sorridenti degli studenti periti nel sisma e la scritta “ E’ triste leggere negli occhi di mamma e papà la certezza che neanche staserà tornerò a casa”. Anche questa toccante e commossa manifestazione serve a ricordare la volontà di ripresa, di rialzare la testa, della comunità aquilana dilaniata, lacerata ma unita e coesa nella ripresa e nella ricostruzione della città in nome di coloro che non ci sono più. Tante, oltre alla gente comune, le autorità partecipanti alla fiaccolata: il Ministro Barca; Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente; Il presidente della Regione, Gianni Chiodi; il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo; il prefetto dell’Aquila , la dottoressa Giovanna Maria Iurato; il capo della Protezione Civile ed ex Prefetto della città, Franco Gabrielli; una rappresentanza del comitato della sciagura di Viareggio, i gonfaloni di Comune, Regione e Provincia.
All’inizio di via Strinella un altro toccante striscione dei Red Blue Eagles L’Aquila 1978 con la scritta:” 6 aprile 2009 indelebile è il ricordo nella mente, 6 aprile 2012 309 angeli vivono nel cuore della gente”. Poi la fiaccolata si è snodata, in un clima molto suggestivo, verso la basilica di Collemaggio quindi alla Villa Comunale per essere puntualmente, dopo che una delegazione aveva raggiunto, in via XX Settembre, la casa dello studente per rendere omaggio agli studenti deceduti quella tragica notte. Puntualmente alle 3.32 tutti a piazza Duomo al cospetto della chiesa delle Anime Sante; qui in un clima surreale misto di dolore con il cuore gonfio di commozione e dalle fiaccole, ancora accese a simboleggiare la speranza, la Corale Gran Sasso e la corale Novantanove intonano alcuni brani tratti dal repertorio polifonico sacro; il Miserere di Salecchy e la preghiera alpina del Signore delle cime.
A seguire i 311 rintocchi di campana. Trecentonove per le vittime innocenti del terremoto e due in ricordo delle due ragazze di Scoppito, Pamela Mattei e Maria Grazia Rotili, che lo scorso anno persero la vita in un incidente stradale, tornando a casa, dopo aver preso parte alla fiaccolata. La lettura dei nomi ha rigato di lacrime i volti di tanta gente, in particolar modo dei parenti, infreddolita ed annichilita da un dolore che a tre anni di distanza non accenna a mitigarsi. Ancora un paio d’ore e l’Aquila, illuminata dalla luce dell’alba, tornerà alla vita di tutti i giorni con i suoi tanti problemi e le mille difficoltà del momento. Auguriamoci che dalla morte rinasca la vita, dalla disperazione un minimo di gioia, dal dolore la speranza e si arrivi ad un’inversione di tendenza con un confronto politico sereno in grado di affrontare, con decisione e coraggio, le tante criticità: dal lavoro alla ricostruzione.
Un grazie di cuore all’emittente aquilana Tvunoaq che con le sue bravissime giornaliste ha seguito in diretta la toccante ed importantissima manifestazione in ricordo dei nostri fratelli scomparsi quella tragica notte.
rossana
12 aprile 2012 a 08:19
il terremoto un evento catastrofico che ha portato distruzione, dolore, morte nella nostra vita nella città e nei Comuni del cratere sismico. Giusto ricordare qelli che non co sono più e dare uno scossone ai politici perchè la finiscano con le loro ” Beghe” e si diano da fare per far partire finalmente la ricostruzione. Basta Chiodi, Cicchetti, Fontana Cialente. La SGE ha fallito in tuto e per tutto, a casa!
Paola
11 aprile 2012 a 23:08
Leggo l’articolo e le lacrime scendono incontrollate ri pensando alla tragica notte del 6 aprile 2009. Venti secondi di terremoto distrussero la bella città d’arte tanti palazzi storici uccidendo 309 persone. Qualcuno le avrà pure sulle coscienza. Poi gli sciacalli quelli che ridevano dal caldo del loro letto immaginando facili futuri guadagni. Dobbiamo ricostruire e far ripartire la vita. Il contributo di questa rivista è prezioso.
Emanuele Toni
11 aprile 2012 a 19:06
Con la densa tenerezza di questo articolo, ricordiamo tutti con tristezza gli innocenti che hanno perso la vita e che sono stati riecheggiati dai rintocchi di campana.
E al ricordo uniamo la speranza nella solidarietà e nella fortezza di spirito di chi può dare il suo contributo prezioso per la ricostituzione materiale e morale della città.
Marcella
11 aprile 2012 a 18:12
Quanti pensieri e sentimenti tornano immediatamente in mente leggendo questo articolo denso di ricordi, di paure, di speranze.
Quella sera, probabilmente per un gioco del destino non ero all’Aquila e sono viva. Tanti amici piccoli e grandi ora ci sono più, è giusto ricordarli poichè così continuano a vivere in eterno. Complimenti per il pezzo davvero bello,dott Giammarini.Grazie Abruzzo cultura, siete una grande testata
barbara
11 aprile 2012 a 13:08
Buon giorno;
da assidua lettrice di questa prestigiosa testata online mi aspettavo, come per gli anni passati, un articolo sul ricordo delle vittime del terremoto. Da un paio di giorni lo cercavo e mi sembrava strano non vederlo. Forse questo, giunto in lieve ritardo, li ha superati tutti per bellezza e profondità. Toccante il ricordo delle due giovani decedute nell’incidente stradale tornando a casa.Grazie al Sig. Giammarini ed a Cultura in Abruzzo per averci rese partecipe della fiaccolata attraverso l’articolo.
Eleonora
11 aprile 2012 a 09:18
Un articolo articolo pieno di ricordi e di speranza anche se la città è ancora ferma nel suo immobilismo e la zona rossa ferma al 6 aprile 2009. Suggestiva la fiaccolata speriamo serva ad illuminare la mente dei governanti e far partire la ricostruzione. Complimenti abruzzo cultura.
Eleonora