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Luigi Paolo Finizio è uno dei più qualificati storici dell’arte italiana. Docente nelle Accademie di Roma, Napoli e Reggio Calabria, ha tenuto corsi in diverse università italiane. Numerose e di grande prestigio le pubblicazioni, tra le quali segnaliamo “Arte, linguaggio e senso” (Roma, 1986), “Il MAC Napoletano 1950-1954” (Napoli 1990) e “Avanguardia a Napoli-undici dell’astrattismo” (Napoli 1910), opera quest’ultima recensita dalla nostra rivista.
Recentemente è stato pubblicato un suo studio dal titolo “Elogio dell’astrattismo” (Mimesis edizioni, Milano-Udine 2012). Il prezioso volumetto (62 pagine con in copertina un’opera di Mondrian) si compone di sei intensi capitoli ove si analizza con lucidità l’esperienza aniconica in grado di stimolare il pensiero altrimenti appiattito al cospetto del visibile.
Opera assolutamente da consigliare per i collezionisti e gli studiosi dell’arte contemporanea che sappiamo avere avuto a partire dai primi anni del novecento un’autentica rivoluzione in virtù proprio dell’esperienza astrattista di cui proprio Mondrian (si veda riproduzione) fu tra i protagonisti di maggior rilievo.
Scorrendo le intense pagine dell’opera abbiamo notato con piacere per quanto ci riguarda che al cap. IV si parla ampiamente e con approfondita analisi dell’artista teramano Silvestro Cutuli, esponente di spicco oggi della Computer Art.
Va ricordato che già nel 2009 Finizio ebbe a curare una importante mostra di Cutuli ospitata presso la Sala Gambacorta di Teramo dal titolo “Il lato oscuro/le porte del nulla” con opere realizzate in arte digitale nel 2002.
In certo qual modo anche questa tecnica esecutiva relativamente giovane ed ancora guardata con sospetto da parte della critica ufficiale entra con autorevolezza entro il perimetro dell’astrattismo.