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Nel letto del fiume: memento per un bambino sfortunato

Nel letto del fiume 

Per la vita che ti hanno dato

per l’amore che ti hanno tolto.

Davanti al carcere

della tua innocenza

nel giorno livido

della città eterna.

La neve candida del tuo sorriso

diventa fango da calpestare.

Occhi sul fiume

che non sa parlare,

Tevere scuro come il dolore.

In prossimità della foce del Tevere il 29 marzo è stato recuperato il corpo di Claudio , il piccolo di 16 mesi gettato nel fiume dal padre il 4 febbraio scorso. Un giorno da ricordare per la nevicata caduta in abbondanza a Roma, un evento che per molti bambini avrebbe spalancato le porte della fantasia. Per Claudio così non è stato . Lo ha inghiottito il buco nero del gelo e della pazzia, della violenza e del disamore, del buio della notte che ha avvolto e soffocato il chiarore dell’alba . Nel letto del fiume il piccolo si è addormentato per sempre trascinando con sé il dolore e la felicità, il tempo che poteva nascere e non è stato, la primavera della mente e del cuore.

Scritto da il 2 aprile 2012. Tematica: poesia.

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