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Dall’11 al 14 maggio 2012 si terrà presso il prestigioso Conca Park Hotel di Sorrento (foto) un convegno internazionale sull’attuale situazione dell’arte italiana rapportata alla ricerca che viene portata avanti nei paesi dell’area del Mediterraneo. Sorrento è una città straordinaria non solo per le bellezze paesaggistiche davvero uniche, ma anche per i numerosi riscontri storici e culturali. Va ricordato ad esempio che Sorrento ha dato i natali a Torquato Tasso e che nell’800 fu tappa significativa del cosiddetto Grand Tour, e quindi nel passato anche recente ha ospitato personaggi quali Byron, Dickens, Goethe,Wagner, Ibsen, Nietzsche,Caruso, De Sica e così via.
Ora, grazie ad un mecenate dei nostri tempi, il dott. Raffaele Russo, direttore del Conca Park hotel, questa tradizione nobilissima di interazione tra la città di Sorrento e la cultura europea di nuovo si riattualizza con questo convegno ideato insieme al ceramista Enzo Angiuoni dall’artista Letizia Caiazzo che nella ridente località campana ha lil suo studio e di cui la nostra rivista si è occupata in passato con un ampio servizio. Incontrandola in occasione della presentazione di una sua monografia, le abbiamo rivolto alcune domande sulla singolare iniziativa.
L’Associazione Arteuropa certo non è al primo convegno. Svariati sono stati i simposi già organizzati che hanno avuto un esito più che positivo. Ho voluto, quindi, portare anche nella penisola Sorrentina questo evento. Sicuramente questi luoghi cosi famosi in tutto il mondo non possono che favorire il confronto e promuovere una maggiore conoscenza dell’arte e della cultura di un territorio. Ciò sicuramente può a sua volta favorire uno sviluppo ulteriore del turismo e avvicinare i giovani all’arte.
Il confrontarsi e il conoscersi regala a noi artisti l’occasione di fare il punto della situazione sull’arte contemporanea. Gli artisti , e qui mi permetterei di inserirmi fra questi, che fanno parte di questo simposio arrivano da tutta Italia e anche dall’estero e già questa è una crescita non solo per l’arte in generale ma soprattutto per l’umanità di chi opera in questo settore.
Il dott. Raffaele Russo, direttore del Conca Park Hotel di Sorrento è davvero persona speciale e illuminata. Egli è un amante del bello e, quindi, apprezza l’arte in tutte le sue manifestazioni; è stato ed è sempre disponibile a dare ospitalità aprendo il meraviglioso Hotel per mostre, concerti e manifestazioni dove la Cultura trova un modo per vivere ed essere “sentita”. Certamente è davvero coraggioso, in questo periodo di crisi, ospitarci ma il signor Russo, come del resto tutti noi, siamo fiduciosi e certi che presto e anche grazie a queste iniziative, qualcosa cambierà ed in meglio. La vita deve riprendere il suo sviluppo non solo economico ma soprattutto di affermazione di valori, dei veri valori che sembrano perduti, ma in realtà sono soltanto sopiti. Noi artisti con entusiasmo e tenacia possiamo fare molto, soprattutto per le generazioni future.
L’attuale situazione dell’arte italiana è di grande confusione, ma in questo grande ambaradan ci sono nuove idee, nuovi percorsi e una continua ricerca su più fronti. Vi sono, oggi, grandi artisti come sempre del resto ma questi fanno fatica a farsi conoscere e ad emergere. Troppi e individualistici sono gli interessi di alcuni operatori del settore e, quindi, bisogna stare sempre attenti a ciò che si sceglie e a ciò che si organizza. Io credo che bisognerebbe puntare sulla qualità, , su qualcosa che lasci un segno positivo nel territorio, con finalità ben più alte e che coinvolgano tutta la nostra società.
Gli artisti invitati sono 10 fra cui un valido e noto maestro compositore Igor Bergese che comporrà musica in estemporanea, ispirandosi al work in progress degli artisti pittori. Alcuni nomi? Diciamoli pure tutti: Augusto Ambrosone, Enzo Angiuoni, Nicola Guarino, Massimo Di Febo, Nadia Lolletti, Leone K.,Vittorio Sopracase, e poi da non dimenticare lei che come illustre critico d’arte e grande artista ci seguirà in questo cammino insieme al prof. Pierfrancesco Rescio, archeologo, critico d’arte e docente di Topografia antica all’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa “di Napoli e poi ci sarò anch’io.
La voglia di cambiare radicalmente, mettersi in gioco, cercare in un mezzo freddo, tecnologico e statico, la linfa per creare. Ho capito che fare arte e quindi il creare, nasce dal cuore, dai sentimenti, dalle percezione, dalle atmosfere e se sei vero artista, il tuo prodotto è valido, a prescindere dai materiali e dai mezzi con i quali lo hai realizzato. Non mi tangono i pregiudizi di coloro tra cui anche gli addetti ai lavori che bocciano a priori l’arte digitale e anche altri modi di fare arte. Bisognerebbe arrendersi “al finito” e lasciarsi andare: se l’opera ti coinvolge ed è valida sia come composizione, colore, forma, concetto ed originalità, non è poi importante sapere come sia stata realizzata.
Questa mostra“itinerante”, ideata dal maestro Enzo Angiuoni è alla quinta edizione e fin dal primo anno ha riscosso notevole successo. E’ una gran festa dell’arte e non solo per noi che vi partecipiamo, ma per gli artisti che hanno l’opportunità di conoscersi e confrontarsi. Vari e diversi sono gli stili e le culture presenti, perché dobbiamo evidenziare, come già detto, che fra i partecipanti vi sono anche artisti stranieri.
L’arte è la molla che ti spinge a vivere in salita, ti dona energia, entusiasmo, positività; l’arte è vita.
Il mio giudizio è in parte negativo: la politica dovrebbe fare di più a favore dell’arte. Mi si può dire che sbaglio poiché dovunque ci sono mostre, musei, manifestazioni artistiche, ecc; questo è vero ma non c’è la vera cultura, il rispetto per i nostri beni culturali, non c’è la vera educazione e la vera conoscenza che fa nascere l’amore per l’arte.
Anche qui il giudizio non è molto positivo, oggi con il turismo mordi e fuggi la cultura è quasi assente. Si va anche a visitare il museo, i resti archeologici di una antica città o una interessante chiesa, ma di corsa. Alla fine si predilige sempre la parte gastronomica e ludica dell’escursione. I veri amanti della cultura sono ancora pochi rispetto alla totalità della popolazione e, se vogliamo salvare il nostro patrimonio artistico, culturale, ambientale, lo ripeto, bisogna educare le nuove generazioni al rispetto del patrimonio che abbiamo ereditato nella convinzione che possiamo anche oggi abbellire con il nostro operato il mondo e farlo diventare vivibile.
Letizia Caiazzo
29 marzo 2012 a 12:47
Ringrazio l’illustre critico Leo Srozzieri che mi ha voluto regalare parte del suo tempo per questa intervista; colgo l’occasione per ringraziare,anche il Maestro Enzo Angiuoni, che è il vero ideatore di questi simposi che da anni si stanno svolgendo in tutta Italia.Basti ricordare solo gli ultimi due: quello di Palinuro e di Spotorno ;io ho solo voluto che questo evento si svolgesse anche quì a Sorrento e grazie al dott.Raffaele Russo,ci sono riuscita.Sono certa,che sarà una interessante manifestazione che arricchirà tutti noi.