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Si completa, con questo articolo, l’elenco delle schede biografiche delle artiste abruzzesi più rappresentative.

(Pescara 1936). Si trasferisce a Roma nel 1957 e qui si diploma al I Liceo Artistico, frequentando poi l’Accademia con i maestri Barriviera e Maccari, con i quali si avvicina alle tecniche incisorie. Nel ’63 tiene la prima personale alla Galleria Numero di Firenze, presentata da Dario Durbé, che nuovamente scriverà per lei l’anno dopo per la mostra alla Ferrari di Verona, dove tra l’altro vengono esposti i cicli di opere Urania-variazione e Omaggio a Klee. Nel 1965 comincia a frequentare la Calcografia Nazionale a contatto con Strazza, Patella, Virduzzo. In quegli anni e nei successivi Napoleone viaggia moltissimo (Paesi Scandinavi, Nord Africa, Olanda, Inghilterra, Canada) ed esegue alcune serie di acqueforti (Cielo, Sabbia lunare, Ricerca di luce, Segno e controsegno), affiancate da stupendi acquerelli (Misura dell’aria ). Nel frattempo diviene docente al I Liceo Artistico di Roma e ad Urbino frequenta i corsi di Renato Bruscaglia sperimentando la tecnica della maniera nera, con partecipazione a importanti rassegne, come i Premi Michetti, Avezzano, Modigliani, Termoli, la mostra d’Arte Sacra a Celano, la Biennale di Roma e del Lazio, e così via. Nel 1979 presenta il volume In luminosa riga presso la Galleria Grafica dei Greci della capitale, e una serie di acquerelli sull’azzurro viene presentata nella Galleria Il Segno con presentazione di Dorazio. Nel 1992 importante mostra, Luce ed ombra, al Museo Laboratorio dell’Università La Sapienza di Roma e nel ’97 all’Istituto Nazionale per la Grafica, memorabile antologica con opere su carta dal 1963 al 1997, curata da Federica Di Castro.
(Prezza 1941). Ha compiuto gli studi artistici al Liceo di Roma sotto la guida di Leoncillo. Proprio l’opera del grande maestro a partire dagli anni ’60 orienta la sua ricerca verso l’informale nel campo della ceramica, che diventa mezzo per recuperare iconografie medievali in omaggio alla città dell’Aquila (rosoni e portali) con forme e piani prospettici scolpiti e dipinti. A Massimina Pesce è sempre piaciuta la materia ruvida e in questo molto ha influito il concorso del fuoco, che a temperatura di oltre 900° contrae e deforma in modo assolutamente casuale le superfici dell’opera. La sua scultura sempre tendenzialmente monumentale (si vedano le imponenti sculture monumentali Babele, Nuova Babele, Sogno Medioevale e i grandi pannelli denominati Tensioni) raggiunge la maturità negli anni ’90 con la realizzazione di installazioni di grandi dimensioni (stupendo il ciclo dei Fossili in volo). La sua è per lo più una ceramica bicromatica, essendo prevalenti il rosso e il nero, emblematici del fuoco e della terra. Una componente essenziale della sua scultura e della sua grafica è da sempre il dinamismo esplosivo, per il quale illustri studiosi della sua opera hanno parlato di neofuturismo. A questo proposito nel ciclo dei Fossili ricorrente è proprio il concetto di volo (Pietrificati voli, Il risveglio del volo, Volo astrale), che sappiamo essere stato un grande amore dei protagonisti del movimento marinettiano. Notevolissima l’attività espositiva dell’artista in Italia e all’estero e numerose le monografie uscite sulla sua ricerca in occasione di mostre personali. Ricordiamo quelle a Roma, Milano, Firenze, L’Aquila, Pescara, Madrid, Carcassonne, Perpignan, Koblenz, Taiwan, Copenaghen, Vienna, Bratislava, New York, Bruxelles, Budapest, Mosca. Dal 1999 ha attivato nello spazio verde del suo atelier in Collettara di Scoppito (AQ), simposi annuali di scultura finalizzati all’apertura di un parco-museo di sculture monumentali in pietra. Nel 2005 importante mostra di Massimina Pesce al MUSPAC dell’Aquila curata da Mariano Apa.

(Ortona 1945). Dopo gli studi artistici, frequenta a Roma corsi e seminari di arteterapia e di educazione creativa. È stata docente al Liceo Artistico di Pescara, dove risiede. All’inizio degli anni ’60 la troviamo impegnata in un’intensa attività espositiva con partecipazioni a rassegne, quali i Premi Penne, Vasto, Campomarino, Sulmona, e così via. A Pescara ha ideato i laboratori denominati La stanza del colore e Artemaieutica. Nel 1991 ha ottenuto i premi Futura e Arteuropa, nonché il trofeo internazionale del Parlamento Europeo di Strasburgo a Firenze. Ha tenuto personali in Italia e all’estero (Francia, Germania, USA, Ungheria, Russia, Giappone). L’artista, impegnata in una pittura informale caratterizzata dall’uso costante del colore azzurro nelle sue molteplici tonalità e da superfici solcate da intrecci segnici, è presente con sue opere in musei e raccolte civiche, come il Museo Bargellini di Pieve di Cento, la Pinacoteca Francescana di Falconara Marittima, le Pinacoteche civiche di Pianella, Sassoferrato, Prata d’Ansidonia, Castel di Ieri, Nocciano. E’ stata invitta alla 54 Biennale di Venezia Padiglione Italia Regione Abruzzo tenutasi a Pescara presso l’ex Aurum. La sua attività è documentata in una monografia edita da Segno di Pescara a cura di Giorgio Di Genova.

(Pescara 1961). Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, a partire dal 1989 si è dedicata esclusivamente alla ricerca pittorica, allestendo diverse personali in città italiane (L’Aquila, Teramo, Ascoli Piceno, Ancona, Roma, Pescara) e anche all’estero (Bruxelles 1995 e 2000). Diverse le collettive alle quali è stata invitata: tra queste da citare il premio Sulmona (1998 e 2004) Expo Arte di Bari, Premio Emigrazione a Pratola Peligna. Nel ’98 le fu assegnato il III premio riservato ai giovani artisti a Sulmona. L’artista ha eseguito diversi cicli pittorici: assai suggestivo quello denominato Luoghi comuni, esposto in una memorabile mostra al Teatro Monumento G. D’Annunzio di Pescara (2000), documentata da una monografia con testo critico di Guglielmo Gigliotti. Un’altra riuscita suite di opere denominata Morfogenesi è stata esposta nel ’98 a Teramo, presentata da Giorgio Di Genova. Suggestionata dalla matericità del colore, Sulcanese in una prima fase della sua pittura si è mantenuta fedele a un’iconografia ovoidale di ragguardevole afflato lirico e genesiaco, per poi passare a una fase successiva di ricerca caratterizzata da cromatismo più austero e un impianto verticalistico dell’opera. È presente con sue opere al Museo Stauròs di S. Gabriele, alla Pinacoteca Comunale di Sulmona e alla Pinacoteca Francescana di Falconara Marittima. Nel 2011 la troviamo alla 54 Biennale di Venezia Padiglione Italia Regione Abruzzo.
Ovviamente la ricerca artistica abruzzese contemporanea al femminile non si esaurisce affatto in questi quindici personaggi che lo scrivente con una valutazione del tutto soggettiva ha ritenuto tra i più significativi. Vi sono ad esempio nel campo della pittura con un notevole curriculum alle spalle
della scuola del prof. Massacesi,
del Movimento Iperspazialista e ancora
cinque artiste presenti alla 54 Biennale di Venezia Padiglione Italia Regione Abruzzo, curata da Vittorio Sgarbi.
Vi sono inoltre
Nel campo della scultura e della ceramica un ruolo importante rivestono
lucia ruggieri
15 marzo 2012 a 23:02
Ciao a tutti,sono Lucia Ruggieri pittrice abruzzese (professore Gianni Massacesi)