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poesia: “il Papa dei bambini” di Cristina Spennati

Spero di farvi un piccolo dono gradito. Le mie poesie di oggi sono in ricordo di un uomo che ha segnato la vita mia e di tante altre persone che come me lo hanno amato. Queste le ho scritte a maggio 2011 dopo la beatificazione in occasione dell’ inaugurazione del santuario di Papa Giovanni Paolo II a S. Pietro della Ienca. Avevo atteso con tanta trepidazione quel momento, sarei voluta andare all’inaugurazione, poi un piccolo incidente mi ha tenuta inchiodata al letto per un mese e non ho potuto parteciparvi. Le ho scritte, mi ricordo che piangevo, ricordavo le immagini in tv, la moltitudine di gente, la partecipazione commossa di persone provenienti da ogni parte del mondo, le lacrime e la gioia allo stesso tempo, per quello che era a mio parere il momento più emozionante e più coinvolgente da ogni punto di vista del pontificato.

Ho in pochi istanti rivissuto l’istantanee stampate in testa dei vari viaggi che il pontefice aveva fatto, e i bambini che aveva tenuto in braccio, e poi i momenti del dolore quando tremolante si affacciava a S. Pietro e dava la benedizione ed io lo guardavo con le lacrime agli occhi. Mi è ripassata negli occhi l’immagine di Federico che quella notte venne ad avvisarmi della sua morte, e la disperazione e il pianto, e poi le immagini di quella bara esposta alla folla, di quel vangelo che sventolava al vento come a voler strappare le parole stampate sui fogli per portarle nei cuori dei tanti fedeli li presenti… Ho pianto, come nel momento del trapasso del grande uomo, anche per la sua beatificazione, questo evento così bello mi ha riacceso una fiamma di dolore alla quale ho dato sfogo scrivendo quello che mi dettava il cuore in quel momento, solo per dire il mio personale grazie a quell’uomo fantastico.

Grazie si, per avermi insegnato ad amare, con il cuore, senza limitazioni, senza paraocchi, grazie per quelle immagini da sempre custodite gelosamente nel mio animo, che quando meno me lo aspetto vengono fuori a rammentarmi che lui è sempre vivo dentro di me. Grazie per le sue parole e per i suoi insegnamenti e grazie soprattutto di essere la mia guida sempre, con lui accanto tutto sembra meno brutto (anche il terremoto)… A voi oggi, dono i miei pensieri e ringraziandovi ancora per la splendida opportunità, auguro una stupenda vita.

Il Papa dei bambini

Io bambina

Tanti anni or sono

Vedevo un uomo

Vestito di bianco

Con un cappello strano

Il suo sorriso

Il suo parlare franco

Mi accompagnarono

Per tanto tempo, tanto

Per me fu guida

Ma poi quando una notte

Mi giunse la notizia della sua morte

Io presa da un dolore impenitente

Buttai giù molte lacrime e singhiozzi

Che agli occhi dei miei figli in quel momento

Sembrava fosse morto un mio fratello

Si certo

Lo avevo visto piegato tremolante e stanco

Era malato ormai da tanto tempo

Ma io non mi potevo rassegnare

All’idea di vederlo morire

Ma così è stato

Oh santità tu mi hai insegnato tanto

L’amore che hai sparso per il mondo

E’ stato per me un insegnamento

Ogni bambino che hai stretto forte al cuore

Bianco e nero, povero o ricco

Di ogni nazione

Hanno di te un bellissimo ricordo

Ed io che ti guardavo dalla televisione

Ed ero bimba allora, ma questo lo ricordo

D’ovunque andassi avevi in braccio una creatura

Per me tu resti il papa dei bambini

E dei monti abruzzesi

A me tanto vicini.

Ricordo di te

Ricordo le mani tremanti

La bocca ormai pigra

La voce rotta dalla malattia

Ricordo la bara esposta

e i fedeli in fila

Ricordo il mio pianto disperato

e un grande dolore

e poi pian piano in me

la muta resa.

Sei ora in cielo ed io

ti lascio andare

sei in buona compagnia

sei li col mio “Signore”.

Riposa ora uomo

papa e Beato

il mondo ti ama

e non ti ha mai dimenticato

 

La fiamma

Hai sparso semi di amore per il mondo

Ora, raccogli risi di giovani in festa

e affetto profondo

in ogni angolo recondito di quel mondo.

Dalla finestra ora il tuo successore

si affaccia ogni domenica per la benedizione

ma aleggia, intorno, ancora

un poco di sconforto.

La tua assenza, il tuo sorriso

il tuo sguardo affettuoso,

in questo nuovo papa io ancora non lo vedo,

ed anche se per lui, ho un gran rispetto

so che mai potrà prendere il tuo posto

nel cuore mio, rimarrai per la vita

l’immagine del papa preferita.

Ora beato in cielo per favore

in terra porta pace gioia e amore

e fa che non si spenga quella fiamma

che hai acceso quando un po’ stupito

diventasti

il papa sorridente

che io ricordo e come me

tutta la gente che bene ti ha voluto

e che ha pregato tanto

e che ha sperato in quel miracolo che aimè

non è avvenuto.

Anche oggi piango

non posso farci molto

se penso a te la lacrima mi scende

ed ora leggo quella scritta li in fondo

“Spalancate le porte a Cristo”

e penso che tu sei con lui, Beato,

e mi rassegno.

Ora

continuo il mio cammino in questo mondo

Insieme a Papa Benedetto XVI

che con gioia oggi

ti ha beatificato

e sorrido.

 

Cristina Spennati

Maggio 2011

Scritto da il 14 novembre 2011. Tematica: poesia.

2 commenti per poesia: “il Papa dei bambini” di Cristina Spennati

  1. Maria Paola Palmerini

    15 novembre 2011 a 22:21

    Grazie Cri,
    hai trasformato in poesia il sentimento mio e di tante altre persone. Tvb

  2. Umberto Astori

    14 novembre 2011 a 18:48

    Grazie per il dono speciale!
    È una commovente e stupenda testimonianza capace d’assicurare piena condivisione.
    Umberto

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