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Spero di farvi un piccolo dono gradito. Le mie poesie di oggi sono in ricordo di un uomo che ha segnato la vita mia e di tante altre persone che come me lo hanno amato. Queste le ho scritte a maggio 2011 dopo la beatificazione in occasione dell’ inaugurazione del santuario di Papa Giovanni Paolo II a S. Pietro della Ienca. Avevo atteso con tanta trepidazione quel momento, sarei voluta andare all’inaugurazione, poi un piccolo incidente mi ha tenuta inchiodata al letto per un mese e non ho potuto parteciparvi. Le ho scritte, mi ricordo che piangevo, ricordavo le immagini in tv, la moltitudine di gente, la partecipazione commossa di persone provenienti da ogni parte del mondo, le lacrime e la gioia allo stesso tempo, per quello che era a mio parere il momento più emozionante e più coinvolgente da ogni punto di vista del pontificato.
Ho in pochi istanti rivissuto l’istantanee stampate in testa dei vari viaggi che il pontefice aveva fatto, e i bambini che aveva tenuto in braccio, e poi i momenti del dolore quando tremolante si affacciava a S. Pietro e dava la benedizione ed io lo guardavo con le lacrime agli occhi. Mi è ripassata negli occhi l’immagine di Federico che quella notte venne ad avvisarmi della sua morte, e la disperazione e il pianto, e poi le immagini di quella bara esposta alla folla, di quel vangelo che sventolava al vento come a voler strappare le parole stampate sui fogli per portarle nei cuori dei tanti fedeli li presenti… Ho pianto, come nel momento del trapasso del grande uomo, anche per la sua beatificazione, questo evento così bello mi ha riacceso una fiamma di dolore alla quale ho dato sfogo scrivendo quello che mi dettava il cuore in quel momento, solo per dire il mio personale grazie a quell’uomo fantastico.
Grazie si, per avermi insegnato ad amare, con il cuore, senza limitazioni, senza paraocchi, grazie per quelle immagini da sempre custodite gelosamente nel mio animo, che quando meno me lo aspetto vengono fuori a rammentarmi che lui è sempre vivo dentro di me. Grazie per le sue parole e per i suoi insegnamenti e grazie soprattutto di essere la mia guida sempre, con lui accanto tutto sembra meno brutto (anche il terremoto)… A voi oggi, dono i miei pensieri e ringraziandovi ancora per la splendida opportunità, auguro una stupenda vita.
Il Papa dei bambini
Io bambina
Tanti anni or sono
Vedevo un uomo
Vestito di bianco
Con un cappello strano
Il suo sorriso
Il suo parlare franco
Mi accompagnarono
Per tanto tempo, tanto
Per me fu guida
Ma poi quando una notte
Mi giunse la notizia della sua morte
Io presa da un dolore impenitente
Buttai giù molte lacrime e singhiozzi
Che agli occhi dei miei figli in quel momento
Sembrava fosse morto un mio fratello
Si certo
Lo avevo visto piegato tremolante e stanco
Era malato ormai da tanto tempo
Ma io non mi potevo rassegnare
All’idea di vederlo morire
Ma così è stato
Oh santità tu mi hai insegnato tanto
L’amore che hai sparso per il mondo
E’ stato per me un insegnamento
Ogni bambino che hai stretto forte al cuore
Bianco e nero, povero o ricco
Di ogni nazione
Hanno di te un bellissimo ricordo
Ed io che ti guardavo dalla televisione
Ed ero bimba allora, ma questo lo ricordo
D’ovunque andassi avevi in braccio una creatura
Per me tu resti il papa dei bambini
E dei monti abruzzesi
A me tanto vicini.
Ricordo di te
Ricordo le mani tremanti
La bocca ormai pigra
La voce rotta dalla malattia
Ricordo la bara esposta
e i fedeli in fila
Ricordo il mio pianto disperato
e un grande dolore
e poi pian piano in me
la muta resa.
Sei ora in cielo ed io
ti lascio andare
sei in buona compagnia
sei li col mio “Signore”.
Riposa ora uomo
papa e Beato
il mondo ti ama
e non ti ha mai dimenticato
La fiamma
Hai sparso semi di amore per il mondo
Ora, raccogli risi di giovani in festa
e affetto profondo
in ogni angolo recondito di quel mondo.
Dalla finestra ora il tuo successore
si affaccia ogni domenica per la benedizione
ma aleggia, intorno, ancora
un poco di sconforto.
La tua assenza, il tuo sorriso
il tuo sguardo affettuoso,
in questo nuovo papa io ancora non lo vedo,
ed anche se per lui, ho un gran rispetto
so che mai potrà prendere il tuo posto
nel cuore mio, rimarrai per la vita
l’immagine del papa preferita.
Ora beato in cielo per favore
in terra porta pace gioia e amore
e fa che non si spenga quella fiamma
che hai acceso quando un po’ stupito
diventasti
il papa sorridente
che io ricordo e come me
tutta la gente che bene ti ha voluto
e che ha pregato tanto
e che ha sperato in quel miracolo che aimè
non è avvenuto.
Anche oggi piango
non posso farci molto
se penso a te la lacrima mi scende
ed ora leggo quella scritta li in fondo
“Spalancate le porte a Cristo”
e penso che tu sei con lui, Beato,
e mi rassegno.
Ora
continuo il mio cammino in questo mondo
Insieme a Papa Benedetto XVI
che con gioia oggi
ti ha beatificato
e sorrido.
Cristina Spennati
Maggio 2011
Maria Paola Palmerini
15 novembre 2011 a 22:21
Grazie Cri,
hai trasformato in poesia il sentimento mio e di tante altre persone. Tvb
Umberto Astori
14 novembre 2011 a 18:48
Grazie per il dono speciale!
È una commovente e stupenda testimonianza capace d’assicurare piena condivisione.
Umberto