Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Riceviamo e pubblichiamo questa sentita poesia inviataci da Cristina Spennati, “aquilana”; lo facciamo con grande piacere, invitandola volentieri a inviarcene altre, perchè siamo convinti che promuovere qualsiasi gesto, azione, pensiero possa contribuire alla rinascita di L’Aquila sia un nostro primario dovere morale di giornalisti.
Scrive Cristina: “Vi pregherei di pubblicare questa mia poesia, l’ho scritta subito dopo il sisma e da allora ne ho scritte tante altre… vorrei potervele inviare ogni tanto, magari una a settimana, per cercare in qualche modo di sensibilizzare la gente sul problema Aquila.
Grazie da Cristina Spennati…. aquilana”
L’Aquila mia
E tornano alla mente
le mie giornate andate
i miei passeggi in centro
quando ero una bambina.
Le grandi colonne dei portici,
la piazza con il duomo,
la grande cattedrale, dove io ho voluto dire il mio si,
ed ogni altro stralcio della mia vita vissuta,
in quella città magica da me tanto amata.
La vita era qui un sogno
vi era una gran pace tutt’intorno
che quasi surreale accompagnava
le mie giornate di ragazza.
Ora sarebbe bello immaginare
questa pace di poterla riavere.
Dopo questo sisma maledetto
il mio cuore ora spera,
di riaverla al più presto la mia città, cosi come era.
Di andare di nuovo in centro a passeggio,
solo per il piacere di respirare affondo la mia città,
la vita, la pace, la gioia, la tranquillità,
che scaturisce da questi vecchi palazzi e monumenti,
dalle fontane, scroscianti di acque fresche in tutti i momenti,
anche nel più afoso dei giorni l’acqua qui vi scorre ghiaccia,
che quando va fra i denti quasi li spacca.
E i parchi, e il verde che quì regna sovrano,
e poi il Castello, così tanto bello, e ancora e ancor di più,
c’è Collemaggio e le Cannelle,
c’è S. Giusta e l’Animesante ,
c’è S.Biagio e Santa Maria Paganica,
e poi S.Pietro e Santa Maria Di Farfa,
e c’è ancora ancor di più, ci son le porte,
Porta Napoli, Porta Leone, Porta Castello e Porta Bazzano,
e poi c’è lei la mia bella e grande Fontana Luminosa
e lei, che accoglie chi la mia città vuol visitare,
con grande dolcezza, tutti lascia passare,
e si diverte, quando i bambini giocano con le sue biglie ,
quando vede nei loro occhi, grande meraviglie,
e si rattrista, quando poi li vede andare via,
con gli occhi rossi di pianto ininterrotto,
perchè le grandi biglie, non le possono portare via.
Mai dimenticherò le vasche in centro,
quando con le mie amiche, andavo a divertirmi,
quando la mattina a piedi andavo a scuola,
quando me la godevo la mia città, a ogni ora,
al mattino, pomeriggio o anche di sera,
quando andavamo a prendere il gelato,
io coi bambini e con mio marito.
Mio Dio, ti prego, fa che ritorni come era,
non ci ridare una città straniera.
Una città che non sia quella,
che ha accompagnato, ogni momento mio vissuto.
Io prego Dio e chi governa,
di rendermi, L’Aquila mia così come era,
perche è per lei, che il cuore mio ora soffre,
pulsa e batte forte, al sol pensiero,
che per L’Aquila mia, ci sia la morte,
o l’indifferenza,
di chi per lei è straniero.
Alessandra
12 agosto 2011 a 18:38
Che bella!! complimenti!!!
Davide
12 agosto 2011 a 01:09
Grande Cristina… l’avevo già letta prima, ma rileggerla è sempre un piacere!!!!
Cristina
9 agosto 2011 a 14:20
Grazie di aver pubblicato la mia poesia e di aver messo una foto così bella. E’, per chi non lo sapesse, piazza San Pietro con la sua bellissima chiesa, prima del sisma, quando la gente poteva tranquillamente passeggiare ed ammirarne la sua bellezza. Speriamo di rivederla così prima o poi, bella e libera da ferite sanguinanti…