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In questa torrida estate il consumismo sembra aver raggiunto il massimo livello, non solo per gli oggetti che rappresentano lo “status simbol” di una società fondata sulla voce del verbo avere ma purtroppo anche per la mancanza di legami affettivi su cui un tempo la famiglia fondava l’ unione e il consapevole senso del sacrificio e della dedizione. Il nucleo familiare è diventato l’anello più debole di una società che accentua le differenze e i contrasti economici assorbendo dal contesto storico quella precarietà che non è solo mancanza di benessere ma anche fragilità e vulnerabilità dei legami affettivi, isolamento e mancanza di riferimenti soprattutto per gli adulti-bambini che non hanno la capacità di accudire e proteggere i piccoli, indifesi ed esposti, come sagome da bersaglio, al disamore, oggetto di incuria e abbandono ma anche di incomprensibile crudeltà.
Il piccolo Jason non si trova, gettato forse come rifiuto ingombrante dalla madre o dal padre che sono adesso rinchiusi in carcere, accusati dell’orrendo delitto e che continuano a dare versioni contrastanti l’un l’altro. L’estate e la vacanza sono sinonimo di “assenza”, lontananza dai comuni impegni di lavoro, un vuoto che ognuno riempie come può viaggiando realmente o solo con il pensiero verso la libertà e il dolce far niente, il divertimento atteso per lunghi mesi. Jason è forse il simbolo dell’assenza di sentimenti e di norme che lo psicologo Durkheim definisce “anomia”, una mancanza che spaventa e inquieta perché “scaricato” come spazzatura, vuoto a perdere di una società che non tutela abbastanza i diritti dei minori e che invece dovrebbe fare della prevenzione un percorso mirato al monitoraggio di situazioni a rischio.
Il consumismo “usa e getta” arriva al punto di eguagliare le cose agli esseri umani, bambini invisibili e senza voce, fantasmi di una innaturale maternità e paternità che hanno generato il mostro dell’assenza, quel vuoto impossibile da colmare perchè non ha un nome e viene allontanato dalla memoria come un ricordo fastidioso. In questa estate stracolma di concretezza superflua e di superficialità riuscire a trovare in vita il piccolo Jason potrebbe svegliare la quieta e immobile coscienza vacanziera riempiendola di speranza, di amore e di un po’ di sereno ottimismo.