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Sono 46 le nazioni europee che festeggiano i propri beni culturali con una manifestazione che si protrae da 19 anni. L’Italia si è unita di recente e quest’anno ha coniato lo slogan “Italia tesoro d’Europa” facendo riferimento alla rilevanza del proprio patrimonio culturale e alla sua incidenza sulla storia dell’intero continente. Nel week end del 25-26 settembre ingresso libero nei luoghi di cultura statali, musei e siti archeologici, biblioteche e archivi, in molti ci saranno iniziative culturali per complessivi 1200 eventi sparsi nell’intera penisola e riassunti in eleganti opuscoli regionali: visite guidate e incontri, presentazioni e percorsi enogastronomici. Fino ai concerti.
“Spegni la Tv per due giorni”
Il messaggio promozionale è provocatorio, secondo lo stile inaugurato dal direttore generale per la valorizzazione dei beni culturali Mario Resca, che ha presentato la manifestazione con il sottosegretario Francesco Maria Giro e i direttori generali Maurizio Fallace, per le Biblioteche, i beni librari e il diritto d’autore e Luciano Scala per gli Archivi: due settori interessati non solo dalle due “Giornate europee” ma anche dall’altra eccezionale apertura, con iniziative di contorno, per domenica 3 ottobre dal titolo “Domenica di carta”: “saranno lucide e senza polvere le biblioteche”, ha detto Fallace, “il fascino delle chilometriche scaffalature è grande” ha detto Scala.
La provocazione sta nell’invito “Spegni la Tv per due giorni e ammira lo spettacolo dal vivo”, e coglie nel segno perché mira a superare, con l’offerta gratuita, l’inerzia. Come avviene anche con le altre manifestazioni promozionali per la valorizzazione, il cui effetto di “trascinamento” fa sì che i visitatori tornino successivamente per una visione più approfondita o passino la voce. I risultati dei primi otto mesi dell’anno, citati da Resca, con la crescita del 13% delle visite dopo un periodo di forti flessioni, sono il risultato di un intensa azione promozionale con ingressi gratuiti in particolari ricorrenze e messaggi di marketing culturale che colpiscono la fantasia. Come quelli del Colosseo, il Cenacolo e il David portati via se non vengono visitati e come l’ultimo con Paolina Bonaparte del Canova gettata nella discarica perché “non prendersi cura dell’arte è come buttarla via”, slogan della manifestazione “Le giornate dell’arte”, raccolta fondi per i restauri dal 19 al 26 settembre.
Il significato politico è stato espresso dal ministro Sandro Bondi, che ha sottolineato la celebrazione contemporanea del patrimonio artistico dei paesi europei “frutto dell’incontro tra le diverse culture che vi si sono sviluppate nel corso dei millenni”; e la funzione dell’evento sul piano internazionale nel “rafforzare la conoscenza delle radici comuni nei cittadini europei” fino ad aiutare a trovare “il senso profondo di un’unione che non può essere solo economica”.
Altri slogan servono a richiamare l’attenzione, il messaggio è martellante e si avvale di tutti i principali canali di comunicazione, da Facebook a Twitter fino alle “Reti amiche” per la diffusione capillare addirittura anche mediante i bancomat: “La cultura è apertura” e si apre essa stessa alla modernità più avanzata, oltre ad aprire le menti e, nella circostanza, le proprie porte ai visitatori.
Il gemellaggio tra visite archeologiche e letture latine
I siti aperti sono in tutt’Italia e non è possibile addentrarsi in un panorama così vasto. Ma non si può ignorare il gemellaggio tra visite ai siti e lettura di testi latini che ne raccontano la storia. Si tratta dell’iniziativa “Olim Romani Eravamus” – Quando l’Europa parlava latino” , le letture si avranno sempre il 25-26 settembre alle ore 11 in undici importanti siti, saranno in italiano seguito dal testo originale latino, perfettamente in linea con il carattere internazionale perché va considerata una lingua “che unisce gran parte dei paesi europei e rappresenta la base che li accomuna”, d’altra parte è stata la lingua della chiesa che ha fatto comunicare nel tempo l’organizzazione millenaria.
A Roma: in quattro visite al Colosseo, Foro romano, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano, ci saranno letture di Cicerone, pseudo Quintiliano e Sant’Agostino sui giochi dei gladiatori, Ovidio, Livio e Plauto sulla storia di Roma, Svetonio con le “Res gestae divi Augusti” sul primo imperatore e gli affreschi della Villa di Giulia; e poi le iscrizioni con testimonianza diretta dell’antica Roma, su “politica, amore, magia e non solo” per imperatori e vari personaggi.
A Tivoli, a Villa Adriana, Elio Spaziano e Svetonio, Plinio il Giovane e Seneca; a Tarquinia, alla Necropoli etrusca, Livio, Seneca e Cicerone; a Cerveteri, alla Necropoli della Banditaccia, Cicerone, Livio e Seneca.
A Napoli al Museo archeologico nazionale letture di Apuleio e Ovidio sulle passioni divine; a Baia, nelle Terme, Seneca, Tacito e Adriano con storie tragiche e di solitudine; a Pozzuoli, nell’Anfiteatro Flavio, testi di Svetonio e Seneca sui giochi circensi; a Pompei, negli Scavi archeologici, Marziale sulla morte, Tacito sull’odio e i graffiti d’amore nelle domus pompeiane.
I “Martedì in arte”, i primi del mese gratuiti fino a dicembre
E’ “Un autunno di cultura” che proseguirà nei “Martedì in arte”, dal 28 settembre al 28 dicembre, i primi martedì del mese vedranno l’apertura notturna gratuita, dalle 19 alle 23, dei maggiori musei e siti archeologici statali, precisamente quelli con oltre 50 mila visitatori. Lo scopo, ha detto Resca, è di favorire la visita a questi luoghi culturali per chi incontrerebbe difficoltà perché nei giorni feriali impegnato al lavoro o perché colpito particolarmente dalla crisi economica.
Sono 10 le regioni interessate dai “martedì in arte” e 42 i siti di particolare rilevanza la cui apertura notturna una volta al mese fino a tutto dicembre è resa possibile dall’apposito accordo con i sindacati, richiamato dal direttore Resca; per problemi di costo ci si è dovuti limitare ai maggiori.
Mentre i siti interessati dal week end gratuito del 25-26 settembre sono tutti quelli statali, quindi non serve citarli, per i “Martedì in arte” il loro elenco richiama i principali giacimenti culturali del Paese, quindi ha un interesse in più, in aggiunta a quello insito nella gratuità in tali giorni.
Grande offerta nel Lazio con 12 siti, 9 dei quali a Roma: la Galleria d’arte antica di Palazzo Barberini e la Galleria nazionale d’arte moderna, il Museo nazionale romano e Palazzo Altemps, il Museo e galleria Borghese e il Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, le Terme di Diocleziano e la Cyipta Balbi, fino al Pantheon. A Tivoli Villa d’Este e l’area archeologica di Villa Adriana, a Tarquinia la Necropoli.
Segue la Campania, con 8 siti: in prima linea gli Scavi vecchi e nuovi di Pompei e di Ercolano con il Teatro antico; a Napoli il Palazzo Reale e Castel Sant’Elmo, i Musei di Capodimonte e di San Martino, a Capaccio il Museo archeologico di Paestum e a Padula la Certosa di San Lorenzo.
Quindi Emilia Romagna e Toscana con 5 siti ciascuna: nella prima il Museo pomposiano con l’Abbazia di Pomposa a Codigoro e il Museo archeologico nazionale a Parma, il Castello di Torrechiara a Langhirano e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe e il Mausoleo di Teodorico a Ravenna; nella seconda la Basilica di San Francesco ad Arezzo e i due Musei delle residenze napoleoniche di Portoferraio, Palazzina dei Mulini e Villa di San Martino, in più la Certosa monumentale di Calci e il Museo nazionale di Palazzo Reale di Pisa.
Il Veneto apre 4 siti a Venezia: la Galleria Giorgio Fianchetti e la Galleria dell’Accademia, il Museo archeologico e il Museo d’arte orientale; la Puglia 3 siti: a Bari Castel del Monte e Castello Svevo, a Taranto il Museo archeologico nazionale.
Un sito ciascuna in Lombardia, Umbria, e Sardegna: a Mantova il Museo archeologico nazionale, a Perugia la Galleria nazionale dell’Umbria, a La Maddalena il Compendio garibaldino di Caprera, Isola di Caprera. Ed è bello terminare, alla vigilia del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con questo riferimento che evoca e compendia veramente quello che sarà un evento epocale per il Paese.
Strategia di fondo e notizie d’attualità dal sottosegretario Giro
Ha concluso la presentazione da parte del direttore generale Resca, con Fallace e Scala per i settori di competenza, il sottosegretario Francesco Maria Giro, con una interessante notizia di immediata attualità: la mostra a Palazzo Venezia di 30 opere dei Conventi di cappuccini della provincia di Viterbo il cui interesse è dovuto tra l’altro alla committenza conventuale ad artisti locali.
Giro ha ribadito la strategia del Ministero, basata sulla svolta voluta dal ministro Bondi sin dall’insediamento, valorizzazione in aggiunta alla tutela, ed ha citato le parole di Giovanni Spadolini: “Si tutela valorizzando e si valorizza tutelando”. Ciò richiede uno stretto coordinamento tra le singole strutture e la direzione generale per la valorizzazione, insediata da un anno, che impiega tecniche manageriali come il marketing culturale; sul piano delle risorse, dato il contingentamento di quelle finanziarie, occorre la mobilitazione delle risorse umane anche con il volontariato. “Noi ci giochiamo la faccia sul successo della valorizzazione”, ha esclamato, aggiungendo che auspica la prosecuzione della strategia anche quando cambieranno i responsabili.
Ha dato anche altre notizie di indubbio interesse: dopo la riapertura a restauro parzialmente eseguito di Palazzo Barberini con un grande afflusso di pubblico, il restauro architettonico proseguirà per essere ultimato nel 2013 restituendo “alla sua armonia architettonica” la Pinacoteca di arte antica; proseguirà anche il restauro del Colosseo dopo che, nella prima metà di ottobre – ecco un’importante notizia – sarà aperto il terzo ordine e un percorso in cui si potranno visitare gli ipogei, quegli ambienti sotterranei dove stavano le belve e i gladiatori si preparavano ad affrontarle..
Sui musei e gli altri luoghi di cultura ha detto che per valorizzarli e far prendere confidenza al pubblico non è sufficiente migliorare l’accesso e la presentazione delle collezioni, vanno organizzati eventi culturali coerenti ma non necessariamente fatti con i beni custoditi. Molti degli eventi organizzati per il week end e per altre iniziative simili si pongono in una simile prospettiva.
Anche questo collegamento tra strategia di fondo e singole iniziative ha un valore che va sottolineato, come la costante attenzione ai consuntivi, in particolare l’andamento dei visitatori. L’iniezione di managerialità nella gestione dei beni culturali apre la possibilità di mettere a frutto l’ineguagliabile patrimonio d’arte e di cultura che pone il nostro paese all’avanguardia nel mondo.