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Maria Elena Marinucci ha intervistato il Parroco di Pizzoli, Don Claudio Tracanna, sui problemi della zona a due anni dal terremoto.

“Sono trascorsi ormai due anni dalla bestiale furia nera che, in 20 secondi ridusse in cumuli di macerie, il Capuluogo di provincia abruzzese e molti altri paesi del cratere sismico. Tanti sono i problemi che, ancora oggi attanagliano la popolazione: dalla disoccupazione a quelli riguardanti l’abitabilità e la mancanza di luoghi di ritrovo per i giovani che vivono una realtà sconfortante e disgregata. Per saperne di più, ho sentito il bisogno di porre alcune domande a Don Claudio Tracanna, parroco di Pizzoli, direttore del periodico della Diocesi aquilana, “Vola” e responsabile della comunicazione della Curia.
E’ un tranquillo pomeriggio di primavera, il sole bacia l’ultima neve residua sui monti, quando il Sacerdote, mi riceve nello studio della sua casa canonica,con la cortesia e la gentilezza che caratterizza il suo modo di fare e di essere uomo di fede di dialogo. Intavolando una serena ed interessante chiacchierata,parliamo della situazione attuale della gente del posto e dei terremotati, accolti presso la zona chiamata “borgo S.Giovanni”, dove sono stati collocati i circa 169 M.a.p. (moduli abitativi provvisori) ed anche delle condizioni di vita di numerosi stranieri presenti nella Frazione. Secondo il suo modesto parere, l’Amministrazione Comunale ha dato delle risposte tempestive e risolutive all’emergenza, sia in merito ai servizi che all’accoglienza di questo imprevisto afflusso di persone.
Ha confermato inoltre, l’aumento della popolazione fino a toccare le 6000 unità che, senza alcun problema di aggregazione, sebbene fossero di culture diverse,si sono ben inserite nel contesto sociale. Lo stesso dicasi per gli stranieri che già da prima del sisma fornivano manovalanza agricola ed edile, all’interno del paese. In questo contesto, un problema ancora insoluto risulterebbe essere quello del trasporto degli anziani, sia all’interno del paese, per le commissioni personali, sia per partecipare ai vari eventi parrocchiali tanto che si è pensato di mettere a loro disposizione un “taxi messa”, per le funzioni domenicali e festive. Un discorso a se, merita il “Villaggio Carnevale”, residenza per studenti universitari fuori sede, bloccato dalla magistratura per problemi che a breve comunque si risolveranno non essendoci responsabilità di nessuno ma solo qualche passaggio frettoloso. Mi ha colpito il particolare interesse rivolto non solo agli anziani, ma anche ai bambini che ancora traumatizzati dal sisma,vivono una situazione disagiata.
Per ovviare a questo problema, la Caritas ha messo a disposizione,non solo a Pizzoli, ma anche presso la Torretta, gruppi di supporto e aiuto psicologico per chi ne avesse realmente bisogno. Contestualmente ha invitato anche i giovani aquilani a non fare uno smodato uso di bevande alcoliche,ma di dedicarsi invece ad attività ricreative, come lo sport, per integrarsi e quindi socializzare più facilmente tra loro, per non arrivare demotivati, ad un ”legittimo”abbandono della propria città. Per il problema invece, inerente ai tanti poveri che sono aumentati a dismisura, dopo il terremoto, sia tra i residenti che non, il Sacerdote ha confermato che molti di essi, per dignità di nascosto, si recano a mangiare presso la mensa della Caritas. A tal proposito ho richiamato una famosa frase che il Manzoni pronunciò dopo la sua conversione religiosa secondo la quale:” i poveri sono le pupille di Dio”e con molto garbo,Don Claudio, ha esortato l’intera comunità ad avvicinarsi al fratello bisognoso,rispettando il dettato del Vangelo, secondo cui, in ognuno di essi, c’è la presenza di Dio.
Il Sacerdote, ha voluto poi inviare un messaggio di ottimismo e speranza sulla mancanza d’identità e lo sconforto, che si avvertono dopo un qualsiasi evento catastrofico. Con grande umanità, ha ribadito che, anche in tali condizioni, dobbiamo abbandonare il pensiero odierno ossessivo di voler spiegare sempre tutto, con la ragione poichè essa è limitata e certe situazioni sono superabili solo con la fede e l’intelligenza. La sofferenza infatti, resta un mistero per ogni uomo e chi non confida nella religione, chi non da’ spazio a Dio nel proprio cuore, incorrerà nel rischio di vivere nella più totale disperazione. In un clima di serenità e simpatia, ci siamo cordialmente salutati e Don Claudio ha rivolto, anche un pensiero doveroso all’Amministrazione pubblica, incitandoli a darsi da fare per il bene della città ricordando che, nello stesso Friuli, i Sindaci furono parte attiva nella ricostruzione. In definitiva,confidando nella comprensione tra Istituzioni religiose e politiche, ha augurato a tutti gli aquilani di credere e sperare in un concreto e risolutivo interessamento volto ad una vera rinascita dell’Abruzzo e dell’Aquila. Nessun organo istituzionale deve assolutamente sottrarsi, com’è accaduto sino ad oggi, a questo ambizioso progetto per non assistere tra alcuni anni, al fallimento di una ricostruzione affidata esclusivamente a noi.”
Maria Elena Marinucci
Umberto Astori
5 aprile 2011 a 18:43
Bravo a don Claudio Tracanno per l’entusiasmo concreto sparso nella Comunità, accompagnato da tanta speranza per far riprendere il volo alla martoriata terra.
Umberto Astori
luca
4 aprile 2011 a 22:37
Buonasera;
un articolo molto pacato e realista che ben descrive la situazione delle zone di montagna afflitte, purtroppo, dal problema terremoto. La gente dell’Alta Valle dell’Aterno è abituata al rispetto della diversità e si rapporta ottimamente a quanti, stranieri ed aquilani, sono arrivati in paese e ne accettano le regole.Ha perfettamente ragione Don Claudio conviviamo da tempo con stranieri che sono qui da tempo e fanno onestamente il proprio lavoro. Complimenti a Lei Signora Marinucci per la sua intervista, di ampia portata culturale, a don Claudio per avergliela concessa e ad Abruzzo cultura che l’ha pubblicaata. Bello il messaggio di umanità e di speranza lanciato dal sacerdote, ci deve far riflettere ed aiutare ad andare avanti in questa difficile situazione.
Grazie, Luca.