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Italiani popolo di santi, poeti e navigatori ma anche di musicisti e cantautori che tutto il mondo ci invidia. In un periodo di decadenza politica per le notizie scabrose agli alti livelli politici il festival di Sanremo ci offre uno spaccato autentico e valoriale che sembra tingere di rosa il panorama della nazione.
Una specie di “risorgimento” che cerca di rianimare un corpo ferito e collassato che si dibatte sotto il peso di intrighi e congiure, schieramenti di una lotta politica che divide gli animi di tutti, tra sterili e spesso aggressivi dibattiti che ogni giorno ci offre la carta stampata e il mezzo televisivo. Oggi il festival di Sanremo celebra il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, le canzoni popolari che hanno fatto epoca hanno trovato sulla scenografia della città dei fiori una ritrovata ed originale vitalità e non solo, sullo stesso palco sono presenti cantautori ritenuti di “nicchia” come Vecchioni o Battiato.
Questi cantautori hanno abbandonato la loro naturale e geniale riservatezza per avvicinare un pubblico più vasto, forse meno abituato alla canzone cosiddetta “impegnata”. La critica ha espresso il suo parere favorevole alla kermesse canora, c’è nel sessantunesimo festival la ricerca e la disponibilità a stimolare un pubblico migliore, un salto di qualità che apre un varco nella comunicazione e nella interpretazione, là dove il sentimento che la vera politica dovrebbe trasmettere continua a dare il suo brutto esempio. Spesso l’appuntamento annuale con il festival è stato un momento per distogliere l’attenzione dai gravi problemi economici che ogni cittadino vive sulla propria pelle ma in questo caso ben venga il festival, se la musica e le parole di una bella canzone riescono a far riscoprire i veri significati di un atto comunicativo in cui il corpo e la mente, la ragione e il sentimento del senso estetico respirano aria nuova e meno inquinata. E allora non importa aspettare con ansia il vincitore, sappiamo tutti che il palcoscenico migliore è quello del dopo Sanremo, una speranza di cambiamento e di rinnovamento e per fare questo certamente non basteranno soltanto musica e canzoni.