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Intervista a Margherita Cordova

Margherita Cordova è un’artista pescarese da anni sulal breccia, che ha realizzato opere letterarie, teatrali e di canto. La sua ultimissima pubblicazione è “Rospi magici e sonagli vagabondi”, una deliziosa raccolta di filastrocche per bimbi (o pupattoli, come li chiama l’autrice) e grandi.

Ci vuoi riassumere la tua esperienza artistica?

Da quando avevo 12 anni ho desiderato fare la scrittrice e le tante esperienze culturali, gli studi di filosofia, la politica,l’impegno sociale, hanno lasciato intatta questa originaria vocazione potenziandola. A venti anni ho scritto la prima opera teatrale,le prime poesie e le prime canzoni e cominciato a partecipare alle molte serate che si proponevano di creare un connubio tra musica e poesia. Nel corso degli anni ho avuto premi e riconoscimenti nei vari generi in cui mi sono cimentata. A trentatre anni ho pubblicato, per le edizioni Tracce, il mio primo romanzo “Stucchi Dorati e Teschi”con la prefazione di Lidia Menapace che mi onora della sua stima e amicizia. Ho scritto la sceneggiatura di una commedia musicale “La città del Natale”, che è stata presentata due anni di seguito al teatro Olimpico a Roma, e ne ho in preparazione altre due. Sono stata aiuto regista di William Zola nel progetto shakespeariano “La Parola del Mercante”. Ed infine mi sono messa ad acchiappare draghi, streghe e fate per metterle nelle filastrocche di “Rospi Magici e sonagli vagabondi”,edito da Sigraf. 

Come è nata la passione per le filastrocche?

Ho sempre amato i giullari, la musicalità dei loro versi e le infinite possibilità delle loro narrazioni. Le filastrocche si possono configurare come il racconto di un menestrello che esplora le articolazioni della lingua per riproporre favole antiche, comporne di nuove e incantare con poche vivide immagini.

Cosa sono per te le filastrocche?

Sono come un abito del seicento, ornato di ricami, d’argento e d’oro,di trine e merletti: le parole costituiscono i materiali con cui l’abile sarto realizza il costume di scena. Oppure dei quadri nei quali tanti elementi tra lo stravagante,il meraviglio e il grottesco danzano insieme.

Credi che le filastrocche possano raccontare la realtà attuale?

Sì. La filastrocca è abbastanza irriverente per indagare una realtà che per tanti aspetti appare la negazione del fiabesco. 

Come nascono i personaggi delle varie sezioni del tuo ultimo libro?

I primi personaggi sono nati dal desiderio di giocare con le parole. Sono quelli tipici della fiaba mescolati in uno scenario paradossale e divertente. Lo zombetto Giovenale, invece, mi è venuto in mente nel corso di una serie di incontri sui non luoghi e sulla spersonalizzazione nei centri commerciali. Nella ricerca, poi, di un luogo di frontiera, “La locanda al drago verde”, dove si raccontassero delle storie, ho incontrato il democratico Oste Briccomatto che tratta con uguale premura uomini, fate,titani,gnomi ed ogni altro tipo di creatura.

La mia “Donna Cenere Parmense nasce dalla riflessione fatta in tanti anni sulla figura di Cenerentola. Ho voluto creare una figura più intelligente e cortese che sottomessa,capace di conquistarsi il rispetto della regina delle fate, Titania, e del suo affascinate paggio indiano. L’incontro tra la favola di “Cenerentola” e “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare mi è sembrato particolarmente interessante proprio per la commistione tra generi apparentemente distanti.

“La contessa Doralice” è un mio personale omaggio alla favola di “Pelle d’asino”. Fu proprio vedendola rappresentata a tre anni, per la prima volta, con attori veri che mi innamorai del teatro. La mia Doralice, però, è una donna forte,libera che fra il ricco tiranno Timoretto e il principe filosofo Ganimede non ha dubbi e sceglierà quest’ultimo.

Quali progetti mediti per il futuro?

Continuare ad esprimermi in tutte le forme d’arte e creare suggestioni nell’immaginario dei dei miei lettori.

Scritto da il 31 gennaio 2011. Tematica: Abruzzesistica.

2 commenti per Intervista a Margherita Cordova

  1. francesca

    9 agosto 2012 a 15:17

    ti ho conosciuta oggi…wow sentivo l’arte in te, ma non avevo la minima idea di chi mi trovassi di fronte..è stato un onore

  2. Eleonora

    2 febbraio 2011 a 23:04

    Brava Margherita! Finalmente qualcosa di diverso nel panorama abruzzese e italiano! io ho letto sia il romanzo che il libro di favole e spero che molti seguano il mio esempio: fantastici!
    Ti faccio un augurio di tanto successo.

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