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Inter-Bayern oscurata: grazie Rai, santi subito!

Dobbiamo delle scuse alla Rai per aver protestato dinanzi ai proditori oscuramenti delle trasmissioni più attese, in particolare la Formula uno di automobilismo, la Nazionale di calcio e la Champions League. Volevamo protestare di nuovo al recente oscuramento di Barcellona-Inter, dinanzi alla reiterata interruzione sulla piattaforma satellitare di Sky dove 24 ore su 24 tutti gli altri programmi Rai sono visibili; e invocare l’intervento di chi di dovere perché se le trasmissioni Rai sono servizio pubblico, come non ci si stanca di proclamare, il loro improvviso oscuramento ne configurerebbe l’interruzione, con le conseguenze del caso. Non lo abbiamo fatto e ne siamo lieti.

L’oscuramento

Avevamo invocato una risposta dal direttore generale Mauro Masi e dal direttore di Rai Uno Mauro Mazza. Non capivamo come si facesse strame del più elementare rispetto per l’abbonato-cliente, ignorando la “customer satisfaction” e la “fidelizzazione”, l’a-b-c del management, per non parlare del “customer value” che i “grandi manager” Rai dovrebbero senz’altro conoscere.

Per quanto ci sforzassimo non comprendevamo per quale motivo la Rai privasse i propri abbonati della visione dei programmi più attesi sulla piattaforma satellitare nella quale trasmette tutti gli altri, e lo facesse senza preavvisare o spiegare; un sadismo per il quale ha rinunciato addirittura all’alto canone che Sky le versava dell’ordine di diecine di milioni di euro se non ricordiamo male.

Non capivamo i motivi di un comportamento irrazionale che ci sembrava offendesse gli abbonati i quali disdetterebbero l’abbonamento in massa all’istante se non ci fosse la finzione giuridica del canone come imposta, neppure tassa, devoluta alla Rai quale servizio pubblico; un’Araba Fenice, tanto che negli oscuramenti viene interrotto senza ragione e senza conseguenze per la Rai, prova lampante che non è tale, altrimenti si dovrebbe procedere per l’obbligatorietà dell’azione penale.

Ci chiedevamo come mai gli elementari principi manageriali non fossero rispettati: forse perché negli alti uffici della burocrazia istituzionale dai quali proviene Masi o nei “ragazzi di Via Milano” dai quali proviene Mazza il management non è familiare? Non vorremmo fosse così, li abbiamo definiti “grandi manager” Rai, con fior di consulenti, e basterebbe il solo buon senso a consigliare.

Il soccorso azzurro

Ora lo abbiamo capito, di qui il nostro grazie alla Rai e ai suoi dirigenti. In queste circostanze Sky ha affiancato alla voce Rai Uno nella guida all’intrattenimento la scritta “In caso di oscuramento andare su Sky 201 che fa le veci del canale oscurato dalla Rai; come le camionette dell’esercito in anni lontani sostituivano il servizio di trasporto urbano in caso di sciopero, mai di interruzione da parte dell’azienda, sarebbe stata serrata illegittima e illecita interruzione di servizio pubblico.

Va sottolineato che Sky addirittura offre il settore Sport a chi non ha tale abbonamento perché possa vedere ciò che la Rai gli oscura. Due sono i trattamenti. quindi: la Rai a chi le paga il canone sottrae la visione sul suo canale; Sky a chi non paga il canone per lo Sport glielo offre gratis con questa scritta: “Gentile cliente, in caso Rai non renda visibile la finale di stasera, Sky te la offre su Sky sport 1 canale 201. Sky ti augura una buona visione”. Mancano solo i pasticcini e il drink.

Capito come si tratta il “cliente” per “fidelizzarlo”? gli si offre una visione per la quale non paga l’abbonamento, e lo si preavverte. Capito come si tratta il suddito obbligato al canone? gli si oscura la visione per la quale paga l’abbonamento, e lo si fa senza preavviso. Non ti chiama “gentile cliente” né ti “augura una buona visione” la Rai; ti ignora, magari ride di te pensando alla sorpresa all’ultimo momento, e ci viene un’associazione di idee con risate da far venire i brividi.

Avevamo già salutato questo “soccorso azzurro” – il cielo, “così bello quando è bello” è azzurro, e Sky sta per cielo – ma continuando a protestare contro la Rai. E stavamo per farlo anche alla finale dinanzi alla disparità di comportamenti tra le due emittenti alle quali siamo abbonati e ci aspetteremmo almeno parità di trattamento, se non un trattamento migliore da quella che è chiamata “mamma Rai”, e si rivela peggiore della matrigna di Cenerentola o della strega di Biancaneve.

La rivelazione

Ora finalmente abbiamo capito, la Rai affronta la perdita economica e d’immagine e si espone a quanto può comportare l’interruzione di servizio pubblico, per il bene dei propri abbonati. Perché Sky la partita la trasmette in HD, un’alta definizione che la trasmissione Rai non avrebbe, e dà alla visione una qualità incredibilmente superiore; una nitidezza e un effetto rilievo, una messa a fuoco dei primi piani come dell’infinito, del filo d’erba e nel contempo dell’ultimo spettatore sull’anello più alto dello stadio, uno spettacolo mozzafiato dinanzi al quale quello Rai sembra quasi sbiadito.

Questa visione d’incanto è possibile grazie al sacrificio della Rai e dei suoi alti dirigenti con la rinuncia a quanto versava Sky e agli elementari principi di dignità e correttezza aziendale perché i suoi abbonati possano godere di una visione incomparabilmente superiore a quella che potrebbero offrire loro se non oscurassero. E’ una finta calcistica, un dribbling fatto a Sky come quello che ha permesso a Milito di segnare il secondo goal al Bayern, uno scatto come il primo saettante goal.

Sono bravi i grandi manager Rai, solo noi non lo avevamo capito, tutti gli altri sì. Le Associazioni dei consumatori e l’Autority delle comunicazioni sapevano che gli oscuramenti Rai erano per il bene dei propri abbonati e così tutti coloro che non hanno protestato dietro la pervicace e proditoria, irridente e provocatoria interruzione di pubblico servizio consumata ad ogni evento popolare.

Lo abbiamo capito soltanto adesso, che la Rai annuncia nuovi canali e una sua prossima ventura HD, mentre Sky lancia la chiavetta miracolosa, che già salutammo con entusiasmo mesi fa, e scavalca la linea Maginot degli oscuramenti definitivamente, senza bisogno del “soccorso azzurro” non sempre possibile. Ne facciamo ammenda ora, nella serata del trionfo europeo dell’Inter.

Si conclude con l’apoteosi la “tripletta” di Mourinho, e si stempera anche la nostra rabbia e protesta, reazione e condanna contro quello che abbiamo sempre giudicato abominevole e insensato comportamento di manager da considerare non degni di questo nome. Perché nessun manager al mondo offende sapendo di offendere i propri “clienti”, con una gratuità e un’improntitudine inaudite, senza dare le spiegazioni tanto richieste e facendosi forte del braccio armato della legge che è dalla sua parte per una parvenza di pubblico servizio venuto meno ora e nell’intero palinsesto.

Santi subito!

Mille di questi oscuramenti, presidente Garimberti, ci rivolgiamo a lei dato il silenzio dei suoi alti dirigenti. Dia loro un encomio e un premio, se vanno via una buonuscita di dieci milioni di euro come a Santoro, se restano gli stessi dieci milioni di euro che Mourinho sembra abbia chiesto al Real Madrid. Perché per merito loro gli abbonati Rai hanno potuto vedere su Sky partite e finale in HD-alta definizione, il più grande spettacolo del mondo che la Rai non poteva offrire.

Non è stato il sacrificio di Origene quello dei dirigenti Rai, una mutilazione vessatoria anche per l’azienda di tutti e non di loro proprietà; bensì una prova di altruismo e dedizione perché noi, clienti della Rai affezionati da una vita, si fa per dire, potessimo godere. Un sacrificio fino al martirio.

Ed ecco perchè non hanno mai risposto alle nostre accorate e indignate richieste di spiegazioni avanzate ripetutamente su questa rivista, solitari e incompresi da noi mentre tutti gli altri avevano capito il loro segreto tormento: non poter rivelare la buona azione che stavano compiendo esponendosi al dileggio e al disprezzo, dover celare l’abnegazione dietro un apparente muso duro.

Presidente Garimberti, quello di Masi e Mazza è un eroismo fino alla santità: santi subito!

Scritto da il 23 maggio 2010. Tematica: televisione.

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