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A colloquio con Mimmo Urzia

Mimmo Urzia vive a Roma dove svolge l’attività di fotografo. Ha collaborato alle trasmissioni televisive “D.O.C.” di Renzo Arbore  e “L’altro spettacolo” di Gianni Minà. Possiede un impressionante – per mole e qualità – archivio fotografico su musicisti di ogni genere e nazione.

In una ‘cornice’ di grande spessore umano ed artistico, troviamo foto-ritratto di importanti musicisti sud americani come Compay Segundo, Cacao Lopez, Ruben Gonzales, etc…
Urzia cattura con il suo teleobiettivo ogni piccola ruga che “s’arriccia”, un respiro, un accenno di sorriso e ferma, in maniera emblematica, il pensiero di quel loro intimo momento.
Un obiettivo che diventa il ‘suo’ gioco, immagini da ritrarre, lontane e  vicine in base alla necessità, per particolari o per l’insieme di movimenti da immortalare per sempre nella storia.
La curiosità e la necessità del fotografo oltrepassano il musicista famoso per arrivare in uno spazio creativo, dei ritratti dei musicisti di strada, con le loro espressioni pure avvolte nei colori della loro anima.L’accoglienza che ci regala, è calda, ospitale. I suoi gesti lievi sono carichi di vita spesa ad osservare, carpire.
Dove nasce, per Mimmo Urzia, la passione per la fotografia? 
«La passione nasce durante l’infanzia, nell’osservare il mondo, curiosando con gli occhi di un bambino. Crescendo, ognuno di noi, sviluppa al meglio uno dei cinque sensi. Nella mia generazione erano gli anni in cui tutti suonavano uno strumento, presi in mano una chitarra, ma capii che non era faceva per me. Poi, un giorno, si realizzò un mio sogno: un amico dovette vendere la sua macchina fotografica ed io l’acquistai. In quel momento la vita mi ha fatto salire sul quel treno, che mi ha portato a Gianni Minà, realizzando le fotografie di scena de “L’Altro Spettacolo”. E, da qui, continuo a vivere questa grande emozione».
Come si intuisce, si sente, il momento in cui la fotografia diventa trasmissione di sensazione, emozioni, viaggio?
«Quando riesco a conoscere l’anima di un soggetto e capisco che altri vedono e leggono le mie emozioni».
Ci sarà una mostra che la vede presente a New York, molto il lavoro organizzativo, per la scelta delle foto da esporre. In ogni foto, una parte di sé, riesce un artista ad organizzare la passione?
«No, ci vogliono tempo ed energie. Non è facile, avendo archiviato 25 anni di immagini…, sceglierne alcune da esporre. L’umore,a volte, non mi permette di vedere…con l’obiettivo di un altro».

 

Scritto da il 4 agosto 2008. Tematica: fotografi,Letteratura.

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